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L’estate è il tempo del riposo, del relax, anche dell’interiorità. Un tempo spazio in cui possiamo dedicarci forse maggiormente al nostro rapporto con il Signore. È davvero così? Come vivere questo tempo estivo dando spazio anche alla nostra relazione con Dio? Che opportunità offre il tempo del riposo dalle attività quotidiane per ritagliarsi lo spazio del silenzio, dell’ascolto e del dialogo con Dio? Ne abbiamo parlato con don Giancarlo Gambasin, rettore della chiesa di Santa Lucia – Corpus Domini a Padova dove si vive l’adorazione perpetua.
«L’estate dovrebbe essere il tempo del riposo e dell’interiorità… – chiosa don Gambasin – ma spesso finisce per diventare tempo di distrazione e dispersione. Ai suoi amici Gesù dice: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’” (Mc 6,31). Ogni singola parola di questo versetto è significativa. L’essere “in disparte” si oppone alla dispersione, la solitudine alla confusione, la pace di un luogo deserto al caos dei luoghi affollati. Per noi l’invito di Gesù è ancora più urgente perché con i social media (con i quali Gesù non ebbe a che fare) il mondo entra e rischia di monopolizzare tutti gli spazi delle nostre giornate. “Entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo nel segreto e il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà“ (Mt 6,6). Senza demonizzare la tecnologia (che fa parte del nostro mondo) e senza idealizzare una vita angelica (che non è di questo mondo), ogni discepolo è invitato a obbedire alla parola del suo Maestro e trovare il coraggio di chiudere molte porte e lasciare aperta solo quella del cuore per incontrare il “Padre che vede e parla nel segreto”. “Dio abita nel silenzio. In questo silenzio dice una sola parola: suo Figlio. Solo chi abita nel silenzio, la ode” (Giovanni della Croce)».
Il silenzio è lo spazio dell’incontro, come riuscire a fare questo spazio e come conciliare il ritmo delle attività della vita con la sosta?
«Noi, illudendoci (e per giustificarci) diciamo che un tempo era più semplice, perché la vita era più semplice, quando il tempo era scandito dal ritmo delle stagioni e dall’alternanza di giorno e notte. Ma è inutile e spiritualmente dannoso rimpiangere il tempo passato. Questo è il tempo che il Signore ci dona, non ne abbiamo un altro e in questo tempo siamo chiamati a incontrare il Signore, quali che siano le nostre occupazioni quotidiane. Nicola Cabasilas, il monaco greco che visse nel 14° secolo, quando non c’era né energia elettrica né intelligenza artificiale, ci insegna che “non è affatto proibito occuparsi delle varie arti e non c’è nessun impedimento all’esercizio di qualunque mestiere: il generale continuerà a condurre l’esercito, l’agricoltore a coltivare la terra, l’architetto procederà ai suoi lavori, nessuno per questo motivo dovrà privarsi delle solite occupazioni. Non è necessario raggiungere regioni remote, né prendere cibo inconsueto, né mutare abito, né rovinarsi la salute, né osare qualche altra impresa audace; ma restando in casa propria, senza perdere alcuna sostanza, è possibile rimanere in comunione con Dio”. In questa lotta spirituale inevitabile e necessaria, ogni discepolo è chiamato a trovare le proprie armi per difendersi dalla frenesia del mondo affinché “solo in Dio riposi la sua anima” (Sl 62,2)».
L’adorazione eucaristica è un modo di porsi in preghiera, di entrare in relazione con il Signore e ascoltare la sua voce nel nostro cuore. Quali suggerimenti per chi desidera iniziare questa pratica di preghiera?
«Il primo suggerimento che darei è di entrare in una chiesa dove si sta vivendo l’esperienza dell’adorazione eucaristica e vedere. Quando entro nella chiesa del Corpus Domini, dove il Signore Gesù è esposto giorno e notte, tutti i santi giorni dell’anno, rimango affascinato dalle persone che pregano in silenzio davanti a Gesù Eucaristia. La chiesa del Corpus Domini è nella zona più centrale di Padova e il mondo ci gira intorno con la sua fretta, ma quando si varca quella soglia è come se si uscisse dal tempo e dallo spazio per entrare in una nuova dimensione, più vera e profonda. L’adorazione non è un tempo di evasione ma di conversione. Il mondo ci spinge a correre per risolvere i problemi, Gesù ci invita a fermarci per affrontarli con lui. Quella perdita di tempo davanti a Lui è un guadagno che non ha prezzo».
Quali doni fioriscono dal sostare in preghiera silenziosa davanti all’Eucaristia?
«Il primo dono è l’atto coraggioso ed eversivo di fermarsi. A volte il Signore concede (raramente) delle grazie particolari che gli chiediamo, secondo i suoi imperscrutabili disegni (Is 55,8-9), ma la vera grazia che si riceve sempre è l’incontro con Lui, il suo esserci, là solo per me, nel segno della gratuità. Come diceva il contadino al curato d’Ars che gli chiedeva che cosa ci facesse davanti all’Eucaristia: “Io lo guardo, Lui mi guarda”. E il suo sguardo ha il potere di raggiungere la profondità del nostro essere e di guarirci. Com’è scritto nella lettera agli Ebrei: “La Parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12). Termino con quest’analisi del filosofo danese Søren Kierkegaard (1813-1855): “Quando si prenda in considerazione lo stato attuale del mondo e la vita intera, si è cristianamente obbligati a dire: è una malattia. Se io fossi un dottore e qualcuno mi chiedesse: che cosa pensi che si debba fare? Risponderei: La prima cosa, la condizione essenziale per cui qualcosa possa essere fatto, è: silenzio! Fate silenzio! La Parola di Dio non può essere sentita. Se viene propinata da mediatori rumorosi, se deve essere gridata in maniera clamorosa perché possa essere sentita nel tumulto e nella confusione, non è più la Parola di Dio”».
Intenzione di preghiera del papa
Preghiamo perché nelle grandi città, spesso segnate da anonimato e solitudine, riusciamo a trovare nuove forme di annuncio del Vangelo, scoprendo vie creative per costruire comunità.
Intenzione dei vescovi
Ti preghiamo, Signore, affinché la Chiesa si apra con speranza al futuro affidandosi alla forza creativa del progetto di Dio per ciascuno.
Intenzione del clero
Cuore di Gesù, dona ai tuoi preti la ricerca costante di quel “di più”, che è vitale tensione per chi desidera consacrarsi alla gloria di Dio nel servizio dei fratelli.
Nella chiesa del Corpus Domini
a Padova, in via Santa Lucia 42, l’adorazione eucaristica è 24 ore su 24.
Informazioni e adesioni: 393-2525853, adorazioneperpetuapd.it
e pd.adorazioneperpetua@gmail.com
Ci si può iscrivere all’Opera messe perpetue possibilmente con un’offerta pari all’elemosina corrente di una messa: