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Giappone. Namika Ebisu racconta sul suo incontro col Servo di Dio Giovanni Battista Sidoti
Tra gli oggetti sequestrati dal magistrato di Nagasaki al missionario palermitano Don Giovanni Battista Sidoti dopo il suo sbarco in Giappone, l'immediato arresto ed il successivo trasferimento in quella città per i primi interrogatori, l'unico attualmente ritrovato e riconosciuto come certamente appartenutogli è una piccola copia in rame del dipinto della ‘Madonna del dito’. L'opera originale del pittore fiorentino del Seicento Carlo Dolci raffigura Maria Addolorata ed è nota come 'Madonna del dito’ per il pollice della mano che spunta da sotto il manto di Maria. La copia portata in Giappone dal Sidoti è attualmente conservata a Tokyo presso il Museo Nazionale di Ueno mentre una sua riproduzione si trova anche nella parrocchia salesiana di Himonya, sempre nella capitale nipponica, dedicata a 'Santa Maria di Edo’. In questa Chiesa e davanti a questa immagine nel capodanno del 2019 il percorso di conversione di Namika Ebisu, una giovane donna giapponese, ebbe una svolta che l’avrebbe portata all’ ‘incontro' con Don Sidoti ed al battesimo.