Mosaico
“Cristo non abita nei palazzi del potere, ma si identifica con chi è affamato, forestiero o rimasto senza tetto. In un tempo di profonde solitudini e di complessivo sfaldamento dei legami sociali, avere luoghi ed esperienze in cui si prova a stare insieme, ad abbattere le barriere e a creare una convivenza pacifica è una sfida da accogliere e da promuovere”. Lo ha dichiarato il card. Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, in merito alla questione di Spin Time. Secondo il porporato, “mettere insieme interessi privati, bene comune, impegno civico e ricerca della legalità e della sicurezza non è stato facile. L’esito finale potrebbe far pensare a un complessivo fallimento, soprattutto dopo l’irrigidimento delle trattative. Ma non si è trattato di un braccio di ferro e sarebbe ingiusto parlare di ‘vincitori’ e ‘vinti’”. “Tuttavia – osserva –, vedere la rete di solidarietà attorno alle persone rimaste in mezzo alla strada ci fa ben sperare. Toccare con mano la gratuità di tanti che si sono dati da fare per procurare cibo, tende, giochi per bambini e ripari di fortuna per gli anziani è un segno di luce. L’Apostolo Paolo ci insegna che ‘non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio’ (Ef 2,19). Questa è la vocazione più profonda di Roma: trasformare l’estraneità in familiarità”. “Non si tratta di difendere a tutti i costi un ‘centro’ fisico, ma di non perdere di vista la fraternità, vero ‘centro’ di questa nostra città. È la voglia di costruire una comunità in cui non prevalga l’interesse del più forte; una comunità in cui, oltre a costruire case (che servono), impariamo a edificare legami (che rimangono)”. “La Chiesa di Roma, chiamata a presiedere nella carità, c’è”, conclude il card. Reina: “E sarà sempre dalla parte delle persone che alzano il loro grido di sofferenza, che cercano una mano tesa, e una comunità da chiamare casa”.