Chiesa | DiocesiSono partiti il 26 luglio Mariasole Maggiolo (23 anni, di Vicenza) ed Emanuele Francescut (25 anni, di Fiume Veneto, Pordenone), in direzione Seoul. Sono loro i primi volontari italiani chiamati a prestare servizio per la Giornata mondiale della gioventù, in Corea, e si accingono a vivere questa opportunità come una missione, un invito che hanno scelto di accettare con gioia e un pizzico di coraggio. «Non è un servizio per il quale ho deciso di propormi – racconta Mariasole Maggiolo – ma un’esperienza a cui mi sono sentita chiamata: avevo vissuto il Giubileo dei giovani, nel 2025, come volontaria e dopo quell’occasione è arrivata questa proposta. Ci ho messo appena una manciata di giorni a dire il mio sì, e ora mi aspetta un’avventura di alcuni mesi, fino ad agosto 2027, a Seoul».
Sono importanti e profonde le speranze che i due giovani portano con sé: non solo fare esperienza dell’organizzazione di un evento mondiale, ma soprattutto vivere la fede in un contesto radicalmente diverso da quello italiano: «La Corea del Sud – sottolinea Maggiolo – è differente da noi sotto molti punti di vista: per aspetti culturali, sociali, linguistici, ma anche di fede. I cattolici sono infatti solo l’11 per cento, a fronte di una maggioranza di non confessionali e di buddisti».
Con il sostegno del Servizio nazionale di pastorale giovanile, a ogni modo, i due volontari hanno avuto la possibilità di osservare più da vicino il mondo coreano, grazie ad alcuni incontri personali con chi ha già trascorso periodi di vita nel Paese, oltre a conoscere persone che hanno contribuito all’organizzazione di alcune Gmg del passato.
«Non sappiamo ancora con esattezza – specifica a questo proposito Maggiolo – ciò che il Comitato locale organizzatore ci chiederà a Seoul: io ho espresso una preferenza per occuparmi di comunicazione, Emanuele degli aspetti logistici. Ma il nostro principale desiderio è di metterci a disposizione, in pieno spirito di servizio.
Sento che sarò chiamata a un’intensa attività, ma avverto allo stesso tempo il desiderio di sperimentare modi nuovi di vivere la mia fede, che non vedo l’ora di condividere con i tantissimi giovani italiani che mi raggiungeranno qui ad agosto del prossimo anno. È anche a loro che va in questo momento il mio pensiero e il mio invito a cominciare sin da ora a ragionare sulla proposta della Giornata mondiale della gioventù, prendendo sul serio la chiamata del papa e impegnandosi, per quanto possibile, a essere presenti».