Chiesa | Diocesi
Stanno ormai entrando nel vivo, a Seoul, i preparativi per la prossima Giornata mondiale della gioventù. A settembre, infatti, il Comitato locale organizzatore (Clo) accoglierà le delegazioni delle Chiese di tutto il mondo per la presentazione ufficiale dell’evento. A ottobre, invece, l’apertura del sistema di registrazione, che permetterà ai gruppi e ai singoli di iscriversi. «Stiamo lavorando affinché tutto possa essere curato nei dettagli – spiega don Fabiano Rebeggiani, presbitero di origine romana, dal 2014 in missione a Seoul e membro del Clo – oltre che naturalmente sul piano della proposta spirituale e formativa, anche dai punti di vista della logistica, degli alloggi e dei pasti. L’obiettivo è proporre dei pacchetti più completi possibile, a prezzi convenienti, in modo che i pellegrini possano dedicarsi solo a vivere a pieno la settimana, senza preoccuparsi di altro».

I numeri stimati, al momento, sono di circa 500 mila giovani ospitati a Seoul, ai quali se ne potrebbero aggiungere altri 500 mila che parteciperanno solo alla veglia e alla messa conclusiva con il papa. «Il nostro desiderio – afferma don Rebeggiani – è che questi ragazzi possano sperimentare la preziosa bellezza dell’incontro con l’altro e con Dio, in un clima di festa, ma anche di dialogo profondo. La Gmg sarà infatti un’occasione per entrare in contatto con persone di cultura, società e vita molto diverse dalla propria. Anche solo la Corea del Sud, ad esempio, è un Paese per diversi aspetti lontano dall’Italia: è tra i più avanzati da un punto di vista tecnologico e industriale, ma mostra allo stesso tempo profonde ferite sociali e spirituali. La competitività estrema e lo stress sono problemi reali di molti coreani e mi auguro che la Gmg sia un’opportunità anche per instaurare un confronto autentico tra i giovani, affinché possano trovare la forza di rivolgere il proprio sguardo al Signore e chiedergli di incontrarlo nel proprio cammino di vita».
Particolarmente rilevante è anche, a questo proposito, che la Gmg di Seoul sia la prima organizzata in un Paese a maggioranza non confessionale, in cui la Chiesa ha una storia relativamente recente, avendo cominciato a muovere i suoi primi passi spontanei solo a partire dal 17° secolo. «Allo stesso tempo – sottolinea don Rebeggiani – la Corea è un Paese la cui cultura pop, soprattutto tra i giovani, sta avendo un diffusissimo successo internazionale. Sta diventando sempre più una porta d’accesso al mondo asiatico e ora si prepara ad accogliere persone da ogni parte del mondo, con un evento che spero possa essere testimonianza, per tutti, di fede gioiosa e di una Chiesa universale».
L’augurio che don Rebeggiani rivolge ai giovani che si stanno preparando a partire è di riuscire, grazie alla Gmg, a fare esperienza profonda dell’incontro con Cristo: «Spesso infatti, come è successo a me, è uscendo dalla nostra comfort zone ed esponendoci anche a situazioni più precarie che possiamo trovare un contatto autentico con la Parola e con il prossimo, attraverso il quale il Signore fa breccia e si mette in dialogo con noi».