Fatti
Somme importanti investite per la ristrutturazione di due ospedali della provincia, Piove di Sacco e Conselve, con qualche preoccupazione e polemica soprattutto per la struttura sanitaria conselvana.
Nei giorni scorsi è infatti scattata la riorganizzazione estiva all’ospedale Immacolata Concezione, primo e inevitabile passo verso il maxi-cantiere d’autunno, quando prenderanno il via lavori per una cifra pari a 20 milioni. Il piano di ristrutturazione globale del monoblocco di Piove di Sacco porta con sé una complessa catena di trasferimenti provvisori interni. Gli interventi edili e impiantistici che partono in questi giorni caldi riguardano esclusivamente il quinto piano, sede della Medicina generale. Per consentire l’apertura del cantiere in totale sicurezza, la relativa unità operativa complessa deve temporaneamente sgomberare l’intero piano.

Questa imminente operazione estiva rappresenta solo il preludio del ben più massiccio piano strutturale programmato e finanziato dalla Regione Veneto. A novembre prenderanno infatti il via i lavori più importanti e attesi. I fondi regionali serviranno a finanziare la radicale riqualificazione del monoblocco, con interventi strutturali focalizzati sul consolidamento antisismico e l’adeguamento antincendio, a cui si unirà la ristrutturazione del blocco operatorio, senza peraltro ostacolare l’attività interventistica.
Nel frattempo, lo spostamento forzato della Medicina dal quinto piano ha innescato un importante (e inevitabile) effetto domino logistico al terzo piano. Per fare spazio ai letti che sono scesi di due piani, l’Ulss 6 Euganea ha dovuto sacrificare temporaneamente l’area delle cure intermedie, che avrà alcuni posti letto appoggiati alla Riabilitazione piovese diretta dal dott. Aristide Gravina. L’obiettivo è recuperare i posti letto perduti e gli occhi della direzione sanitaria sono puntati sul vicino presidio di Conselve.
Il monoblocco di Conselve, che consta di cinque piani e ospita il reparto di Riabilitazione e l’ospedale di Comunità, potrebbe probabilmente fornire spazi per le strutture provvisorie, ma solo se i lavori in corso anche a Conselve andranno finalmente avanti. Anche in questo presidio, infatti, sono in corso i cantieri per la casa e l’ospedale di comunità, ma da lungo tempo risultano bloccati, tanto che l’Ulss 6 Euganea ha avviato i procedimenti per la revoca dell’appalto, anche per non perdere gli oltre 11 milioni di finanziamenti Pnrr assegnati alla struttura sanitaria conselvana. Lo stallo è dovuto alla grave crisi finanziaria della ditta Manelli, impresa capofila che si era aggiudicata l’appalto. Nelle ultime settimane sembra che i lavori siano ripresi, l’amministrazione comunale di Conselve, con il sindaco Umberto Perilli e l’assessore al Sociale Susanna Lazzarin, hanno costanti contatti con la dirigenza dell’azienda sanitaria con l’obiettivo di veder avanzare i due cantieri in corso, quello per la realizzazione della casa della comunità e quello per la messa a norma del monoblocco, attualmente sottoutilizzato.
«Stiamo lavorando, anche nella Bassa Padovana, per creare una sempre maggior sinergia tra ospedali e legare sempre più strettamente l’ospedale al territorio» afferma Claudio Pilerci, direttore medico dell’Immacolata Concezione di Piove, che da alcuni mesi è anche direttore della Funzione ospedaliera dell’Ulss 6 Euganea, cui spetta il coordinamento delle direzioni dei quattro presidi ospedalieri di Cittadella, Camposampiero, Piove di Sacco, Schiavonia.
Tra gli ultimi due nosocomi la collaborazione è già una realtà, con i pazienti dell’Urologia di Piove, diretta dal dott. Luca De Zorzi, che vengono operati dalla sua èquipe a Schiavonia con l’uso del robot, per poi fare ritorno all’Immacolata Concezione e proseguire l’iter post operatorio, mentre da Schiavonia arrivano a Piove altri pazienti che necessitano di attività di Radiologia interventistica che viene effettuata dal primario Fausto Pittarello.
«Il complesso ospedaliero di Piove contiene già oggi una sorta di cittadella della salute al suo interno» aggiunge Pilerci. Infatti, oltre all’ospedale vero e proprio, si sta realizzando una struttura sanitaria e sociosanitaria integrata che riunisce in un unico luogo ambulatori, servizi di prevenzione, assistenza territoriale e uffici amministrativi. L’obiettivo principale è offrire ai cittadini un punto di riferimento unico per la cura e il benessere, riducendo il ricorso improprio al pronto soccorso, oltre a integrare i servizi, unendo medici di medicina generale, specialisti, infermieri e servizi sociali. «A breve verrà istituito, sotto la direzione sanitaria, un servizio per le dimissioni protette, con lo scopo di seguire il paziente che viene ritenuto dimissibile dal reparto, attraverso il ricovero in unità riabilitativa territoriale o in ospedale di comunità oppure presso il proprio domicilio – conclude Pilerci – Deve essere concreta la percezione per il paziente, come pure per i familiari, che si continua a essere seguiti anche fuori dall’ospedale».
Giovedì 30 luglio, la Giunta regionale del Veneto ha dato il via libera ai due referendum popolari per le fusioni dei Comuni di Granze e Sant’Elena, in provincia di Padova, per dare vita al nuovo Comune di Atesia, e di Cavaso del Tomba e di Castelcucco, in provincia di Treviso, da cui nascerebbe Borghi del Grappa.
I cittadini saranno chiamati alle urne i prossimi 25 e 26 ottobre.