Storie
Nel cuore del Conselvano, dove l’agricoltura non è semplicemente un lavoro, ma un patto indissolubile tra l’uomo e la natura, sorge la storica azienda agricola Campaci di Agna. La sua è una storia che profuma di terra bagnata, di albe silenziose e di una dedizione familiare che oggi attraversa con orgoglio ben quattro generazioni. Al centro di questo racconto c’è Liberale Campaci, classe 1934, un uomo che ha speso ben ottant’anni della sua vita tra i campi e che, fino a pochi mesi fa, ha continuato a essere il motore attivo e instancabile dell’attività, incarnando la memoria storica e l’anima stessa di questa eccellenza ortofrutticola del territorio padovano.


Fondata da Liberale insieme alla moglie Fiorella, scomparsa nel 1993, l’azienda si è specializzata nel corso dei decenni nella coltivazione di ortaggi simbolo della zona, come zucchine, asparagi, cavolfiori e il pregiato radicchio, ma anche cereali e uva. Durante la stagione estiva, i campi si accendono dei colori e dei profumi delle angurie e dei meloni. Proprio di questa coltura Liberale è orgoglioso: a metà degli anni Settanta, frequentando il mercato ortofrutticolo di Scorzè, fu il primo a introdurre in Veneto la qualità di
melone “Jolly”, caratterizzata dalla buccia liscia.
Sempre in quel periodo, un incontro al mercato coperto di Padova segnò il destino commerciale dell’azienda. Liberale incrociò la strada di Settimo Canella, uno dei tre fratelli che hanno dato vita alla nota catena di supermercati Alì. Tra i due nacque subito un’intesa speciale, fondata su una stima umana così profonda da superare le normali logiche di mercato. All’epoca i supermercati Alì erano solo tre o quattro, e Liberale divenne un fornitore di riferimento. Il legame con Settimo Canella era basato su una fiducia totale, come conferma l’anziano imprenditore agricolo: «Non ho mai avuto la necessità di contrattare preventivamente il prezzo delle verdure e degli ortaggi forniti. Questo rapporto dimostra come il commercio un tempo fosse basato sulla lealtà e sul valore della parola data. “Liberale, prepara la quantità e veniamo a caricare”, diceva Settimo Canella, senza mai chiedere il prezzo». Una parola che valeva più di un contratto scritto, simbolo di un’economia pulita, laboriosa e leale.
Con il passare degli anni, Liberale ha via via coinvolto nella gestione dell’azienda agricola di Agna i figli Antonello, Sante — scomparso ancora giovane due anni fa — e Mario; ora l’attività si chiama infatti Azienda agricola Fratelli Campaci. Antonello e Mario portano avanti la tradizione con lo stesso orgoglio del padre; e Mario, in particolare, ha a sua volta trasmesso il testimone ai propri figli, Alex e Lorenzo. I due ragazzi hanno già sviluppato una visibile e fortissima passione per l’agricoltura, garantendo il futuro dell’attività. Questa continuità generazionale rappresenta il segreto del successo dell’azienda capace di rinnovarsi senza mai perdere il contatto profondo con le proprie radici storiche. «In campagna funziona così – racconta Mario Campaci – I miei ragazzi hanno imparato fin da bambini ad avere confidenza, ma anche profondo rispetto con la terra e la campagna. E così si sono ingegnati ad allevare anche le galline a casa, partendo da una nidiata iniziale di dodici pulcini. Oggi sono diventati il vero orgoglio del nonno».
Nonostante il ricambio generazionale, lo sguardo di Liberale resta attento ai mutamenti del tempo: «Oggi la tecnologia aiuta parecchio anche nel nostro lavoro. Anche se chi svolge un’attività come la coltivazione di ortaggi e frutta deve essere sempre presente. Per noi, in questo periodo di gran caldo e siccità, c’è anche l’incombenza delle irrigazioni». Le lunghe giornate estive non spaventano affatto questa famiglia, abituata da generazioni a lottare contro le avversità del clima per garantire prodotti sempre freschi.
Dietro alla straordinaria resilienza di Liberale Campaci c’è una forza interiore che affonda le radici in una fede semplice e genuina: «Da quando ho iniziato a lavorare in campagna, e si parla di più di ottant’anni fa, non ho mai perso una messa domenicale né ho mai imprecato il cielo» confessa con serenità. La fede è stata il suo supporto nei momenti di difficoltà, che non sono mancati nella vita professionale e familiare, visto che è vedovo da oltre trent’anni.
Liberale, nei pomeriggi, trova il suo rifugio spirituale: «Mi piace seguire attraverso TV2000 il rosario da Lourdes: è un bel sostegno e alla Madonna affido la mia famiglia e anche l’attività».
Un cerchio che si chiude tra terra e cielo, specchio di una dinastia contadina che continua a nutrire il Veneto con la forza del lavoro e l’onestà del cuore. Questa routine quotidiana, fatta di fatica e preghiera, rappresenta l’autentica essenza di un uomo che ha saputo attraversare il tempo con dignità, diventando un esempio anche per la comunità di Agna.
Il melone varietà “Jolly” è estivo di tipo liscio, molto apprezzato sul mercato italiano per l’alta qualità e la lunga conservazione. Mezzo secolo fa era introvabile in Veneto e la sua coltivazione era confinata al Mantovano e ad alcune zone dell’Emilia Romagna. «Quando ho portato i primi meloni al mercato di Scorzè nel Veneziano, i produttori ortofrutticoli lo ricercavano per poter ricavare le sementi e coltivarlo» ricorda divertito Liberale Campaci, che conserva gelosamente una copia del 1990 de La Difesa del popolo in cui era stato intervistato.