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Il convento di San Francesco a Cittadella è rimasta la principale realtà francescana tra l’Alta padovana e il territorio di Bassano del Grappa, dopo la chiusura del convento in quest’ultima cittadina. È una realtà viva e di riferimento per molti fedeli, in particolare per il sacramento della riconciliazione e per la presenza di una cappellina per l’adorazione perpetua.
Il convento di Cittadella, situato fuori dalle mura e di fronte all’ingresso del centro parrocchiale del Duomo, è una presenza storica: fu eretto nel 1481 e riedificato nel 1508. Abitato all’inizio dai frati dell’Osservanza, dal 1632 ospita i frati minori, che dopo la soppressione napoleonica del 1806 – in seguito alla quale il convento fu adibito anche a caserma – vi ritornarono nel 1944. La chiesa fu consacrata nel 1848. Nel dopoguerra la casa ospitò un orfanatrofio, esule da Pola, e più tardi il Centro Educativo Sant’Antonio, che dal 2013 è gestito dalla cooperativa sociale La Goccia, finalizzata alla formazione di ragazzi in età preadolescenziale.
«Attualmente siamo in cinque frati – racconta padre Lorenzo Zanfavero, guardiano del convento dal 2018 – e il nostro principale impegno, in particolare dopo la chiusura del convento di Bassano, è il sacramento della Riconciliazione, per il quale confluiscono da noi anche molte persone dalla provincia di Vicenza. Operiamo in stretto contatto con la parrocchia del Duomo, con la quale siamo in ottima comunione, e con quella di Onara. Durante questo periodo di restauri al duomo, ad esempio, i funerali sono stati celebrati nella nostra chiesa».
Molto frequentate sono le messe feriali, due al giorno, e le tre festive. In particolare, sempre in accordo con la parrocchia del Duomo, ogni primo giovedì del mese si tiene una “messa di guarigione”, due volte all’anno anche con la somministrazione del sacramento dell’unzione degli infermi. Nel 2017 il cardinale Pietro Parolin ha inaugurato una piccola cappellina, adiacente all’abside della chiesa, dove si svolge senza interruzioni la preghiera dell’adorazione perpetua.
«Di giorno e di notte – continua padre Zanfavero – sono sempre presenti una o due persone, secondo un calendario gestito assieme ad alcuni laici. Vengono dalle giovani coppie di sposi agli anziani, è un’esperienza unica nel territorio, arrivano fedeli anche dal vicentino. L’ingresso è sempre controllato, per motivi di sicurezza e per evitare l’accesso di curiosi e turisti».
L’attività pastorale non si limita al convento ma è viva anche nel territorio: uno dei frati è dedito alle “missioni” nelle varie parrocchie. Al convento fanno riferimento addirittura due gruppi di laici dell’Ordine francescano secolare (Ofs), seguiti da due diversi frati: uno si incontra a Cittadella e l’altro a Carmignano di Brenta. La prima settimana di quaresima il convento ospita invece un corso di esercizi spirituali, rivolto in particolare ai frati provenienti da vari territori: durano una settimana intera, ma sia le conferenze che le celebrazioni sono aperte e frequentate anche dai laici che desiderano parteciparvi.
Un altro appuntamento importante è la sera del 13 giugno, la festa di sant’Antonio, quando viene fatta una grande celebrazione in Duomo seguita da una solenne processione, che si sofferma di fronte all’ospedale e termina al convento di San Francesco. Grande attenzione c’è invece quest’anno alle celebrazioni del giubileo francescano: si può già anticipare che il 3 ottobre la celebrazione del Transito sarà animata dall’Ofs, mentre domenica 4 ottobre, durante la messa celebrata dal vescovo Claudio Cipolla, sarà apposta in chiesa una Croce di San Damiano.