Meeting di Rimini: Giovanni Paolo II, la prima volta di un Papa in Fiera nei ricordi di Emilia Guarnieri
La storica presidente della kermesse riminese ripercorre sul sito di Comunione e Liberazione l'incontro tra la manifestazione e i Pontefici, a partire da Giovanni Paolo II. La visita a sorpresa del 29 agosto 1982, dopo il viaggio in Polonia impedito dalle condizioni politiche del Paese: «Costruite, senza stancarvi mai, la civiltà della verità e dell'amore». Nell'estate del 1991 la definizione coniata a Castelgandolfo: «Voi fate una cultura di frontiera».
“Fin dall’inizio, la storia del Meeting si è incontrata con i Papi. La prima edizione del Meeting è del 1980, ma l’idea prende forma alla fine dell’estate del 1979, quando era Papa Giovanni Paolo II, eletto il 16 ottobre 1978. Noi eravamo un gruppo di amici di Rimini, ‘appassionati alla vita’, come disse don Giussani, con un impeto a rendere presente l’esperienza cristiana incontrata. Quegli anni furono un tempo anche per noi segnato dalla presenza di quel Papa ‘venuto da lontano’, ma così vicino. Seguivamo i rapporti che crescevano tra lui e don Giussani. E ne eravamo affascinati”. La testimonianza è di Emilia Guarnieri, storica presidente della kermesse riminese, affidata al sito di Comunione e liberazione. “Già con le prime due edizioni, il Meeting cominciava a essere conosciuto. E i rapporti crescevano. Ma mai avremmo pensato di invitare il Papa al Meeting. Ci pensò lui. Era l’estate del 1982. Giovanni Paolo II doveva recarsi in Polonia, ma le condizioni politiche glielo impedirono. Così decise di venire al Meeting. A metà giugno la notizia, con una telefonata del Vaticano al vescovo di Rimini. E il 29 agosto, alle 14, il Papa arriva in Fiera. Visita le mostre, gli stand, incontra i volontari. Giunge poi in salone. Qui l’intervento, i canti, la consegna: ‘Costruite, senza stancarvi mai, la civiltà della verità e dell’amore’. E la risposta a una domanda che gli avevamo rivolto: ‘Voi, con questo Meeting, date espressione al vostro movimento, cercate di esprimere il carattere proprio, la missione propria della Chiesa, che è sempre una missione storica, benché trascendente, benché divina. È storica, storica del nostro tempo. […] Voi intendete incarnare quest’opera della salvezza, farla presente tra gli uomini’”. Il rapporto con Giovanni Paolo divenne stabile, sottolinea poi Guarnieri. “Il suo messaggio arrivava ogni anno. Nell’estate del ’91 alcuni di noi furono invitati a Castelgandolfo per la messa e la colazione. Fu in quell’occasione che, riconoscendo l’originalità del Meeting, il Papa coniò quella formula: ‘Voi fate una cultura di frontiera’”.