Taggì di Sotto. A Casa Maran un filo unisce due mondi
Il nuovo progetto della Casa don Luigi Maran, gestita dalle Suore terziarie Francescane elisabettine, mette insieme una trentina di partecipanti in un laboratorio integrato con la cooperativa Polis Nova. Al centro l'arte: semplici sassi trasformati in opere uniche, arricchiti da colori brillanti e frasi d'incoraggiamento, poi collocati all'esterno delle due strutture perché la cittadinanza possa raccoglierli e spostarli. Le educatrici Consuelo Canovese e Stella Caregnato: «La vera cura non si fa con interventi straordinari, ma vivendo esperienze comuni e semplici, l'uno accanto all'altro».
È “incontro” la parola perno del nuovo progetto in partenza presso Casa don Luigi Maran, Centro servizi per ospiti anziani non autosufficienti delle Suore terziarie Francescane elisabettine a Taggì di Sotto (Villafranca Padovana). La struttura ha deciso, infatti, di dare il via a “Un filo di colori tra due mondi”, un nuovo percorso nel quale la pittura si coniuga con l’incontro tra età diverse. Queste ultime sono rappresentate da alcuni anziani della casa e persone con disabilità della cooperativa Polis Nova che sono ogni mese impegnati nel laboratorio integrato strutturato dai servizi educativi delle due realtà. «La collaborazione con Polis Nova è nata dalla volontà di fare rete, di dialogare tra generazioni diverse, di pensare che la vera cura e la vera differenza non si fanno con interventi straordinari, ma vivendo esperienze comuni e semplici, l’uno accanto all’altro – spiegano le educatrici della casa di riposo, Consuelo Canovese e Stella Caregnato – Il bilancio è stato ed è sicuramente positivo visto che la collaborazione continua e si evolve in progetti sempre più creativi». Con questo spirito, prende dunque avvio il nuovo capitolo di questa storia in cui l’obiettivo è riversare anche all’esterno il valore della relazione sperimentato dalla trentina di partecipanti al laboratorio. Per raggiungere l’obiettivo lo staff si è affidato a semplici sassi, che verranno dipinti con colori brillanti e arricchiti da frasi d’incoraggiamento e altri elementi così da rendere ogni pezzo un’opera d’arte unica. Una volta pronti, già a metà mese, saranno posizionati all’esterno delle due strutture, lungo il tratto di strada di collegamento e il marciapiede così che chiunque possa osservare i lavori e decidere se portarli con sé, lasciarli a disposizione delle altre persone oppure spostarli in un altro punto della città. Così facendo, le piccole creazioni diventeranno un promemoria alla cittadinanza di quanto la creatività sia una risorsa per tutti e sia, al tempo stesso, possibilità di condividere anche le più fragili bellezze. Attraverso un sasso si crea un legame, si dà risposta alla voglia di incontro i cui effetti positivi gli educatori vedono nei partecipanti al laboratorio. Per gli anziani, infatti, l’attività permette di ripristinare la manualità e, attraverso il racconto personale, sentirsi ancora parte attiva della società mentre gli ospiti con disabilità vivono uno spazio di espressione libera dove abbattere le barriere e scoprire la bellezza della cura reciproca.