Fatti
Sul Monte Cesen c’è un luogo dove il tempo si misura in alberi. Sono quelli piantati nel 1971 da oltre cinquanta giovani che, a malga Mariech, diedero vita al primo Campo di rimboschimento, un’esperienza che non riguardava soltanto il lavoro nei boschi, ma un’idea di educazione, comunità e responsabilità. Domenica 6 settembre, 55 anni dopo, alcuni di quei ragazzi sono tornati lassù, con i capelli imbiancati, per celebrare l’anniversario di un’esperienza profonda. Non una semplice ricorrenza, ma il ritorno alle radici di un cammino che ha unito ecologia, educazione e senso di comunità. Il progetto fu ideato da Efrem Tassinato, oggi presidente di Wigwam, associazione nata da quel bosco e ora presente in Italia e in altri venti Paesi. Tra fatica e condivisione, i giovani partecipanti – tra cui Piergiorgio Garelli, Giovanni Are, Lidio Miato, Giorgio Moschetti, Beppino Zoccarato e Diana Turato – impararono a prendersi cura dell’ambiente, compiendo un gesto concreto per il futuro della collettività.
Oggi quella profezia verde continua a germogliare nelle coscienze e nelle istituzioni. Alla giornata hanno preso parte numerosi amministratori locali: l’assessore di Valdobbiadene Marco Miotto, il consigliere di Ponte San Nicolò Dario Gasparin, il vicesindaco di Vigodarzere Roberto Zanovello con l’assessora Alessandra Bergamin (Comune dove nel 2026 è nato il progetto scolastico “Cultura del fosso”), e il presidente della Provincia di Treviso Marco Donadel, che ha esortato a proseguire l’impegno con i giovani.
In un luogo dove il telefono non prende, si riscopre la “socializzazione del primo tipo”, fatta di sguardi e relazioni autentiche. «Qui sono state piantate foreste e sono germogliate coscienze per concretizzare subito, ma guardando lontano», ha concluso Efrem Tassinato. Un passaggio di testimone che, partendo dagli alberi del 1971, interpella le nuove generazioni.