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Paolo Sgreva resta alla guida della Fondazione San Gaetano Ets. La conferma è arrivata giovedì 10 settembre con il rinnovo delle cariche, che consegna all’ente un Consiglio di amministrazione in carica per i prossimi cinque anni. Accanto al presidente siederanno il vicepresidente Pasquale Chiarelli e i consiglieri Antonio Vescovi, Giulia Lonardi e Giancarlo Sanavio.
Fondata da don Luigi Magnabosco e cresciuta sotto la guida di Dino De Beni, la Fondazione opera da più di cinquant’anni nelle province di Vicenza e Padova. Nata nel campo del recupero dalle tossicodipendenze, nel tempo ha allargato il proprio raggio d’azione. Oggi gestisce servizi residenziali e semiresidenziali e percorsi specialistici per la doppia diagnosi, cioè per chi soffre contemporaneamente di una dipendenza e di un disturbo psichiatrico. Si occupa inoltre di minori, prevenzione, formazione e reinserimento sociale e lavorativo.
Il cambio di consiglio è anche l’occasione per un bilancio. Nel 2025 la Fondazione ha ricevuto 397 segnalazioni e registrato 209 ingressi, contro i 244 dell’anno precedente. Il dato su cui l’ente insiste di più è quello delle dimissioni positive: 65 persone hanno completato il percorso, recuperando autonomia personale e sociale e in molti casi anche un lavoro. L’anno è stato segnato anche da una riorganizzazione interna, con una maggiore integrazione tra i servizi e un lavoro di rete più stretto con istituzioni, enti pubblici, privato sociale e comunità locali.
«Il rinnovo delle cariche è anzitutto un’occasione per rinnovare la responsabilità che abbiamo nei confronti delle persone che si affidano a noi, delle loro famiglie e delle comunità in cui operiamo», commenta Sgreva. «La Fondazione ha diversificato la propria attività, ma il punto di partenza rimane lo stesso: riconoscere in ogni persona una possibilità di cambiamento, anche nelle situazioni più difficili».
Per il 2026 la Fondazione indica alcune linee di lavoro precise. La prima è rendere più efficace la proposta riabilitativa, rivedendo i contesti terapeutici e organizzativi. Poi ci sono il potenziamento degli interventi sulla doppia diagnosi e il miglioramento di ambienti e strutture. Un capitolo a parte riguarda la formazione e la valorizzazione di chi lavora nei servizi.
«La sfida dei prossimi anni sarà tenere insieme la qualità degli interventi e la capacità di rispondere a bisogni che cambiano, senza perdere il tratto umano che caratterizza la nostra esperienza», aggiunge il presidente. Secondo Sgreva, questo significa guardare alle persone «non soltanto attraverso le loro difficoltà, bensì attraverso le risorse, i desideri e le possibilità che possono tornare a esprimere».
In chiusura Sgreva ha ringraziato i consiglieri uscenti Pia Clementi, Michele Bonetti, Massimo Altissimo, Marco Baron, Alberto Pino e Piergiorgio Xamin. Il ringraziamento è andato anche alla direzione, agli operatori, ai volontari e a chi sostiene le attività della Fondazione.