Mosaico
Il centro ricreativo “Argento vivo” di via Montale a Vigonovo volta pagina e si riconsegna alla cittadinanza in una veste completamente rinnovata, inclusiva e accessibile.
Nel pomeriggio di sabato 12 settembre, la comunità di Vigonovo si è stretta attorno a uno dei suoi luoghi simbolo per l’inaugurazione ufficiale, arrivata al termine di un radicale intervento di riqualificazione strutturale e abbattimento delle barriere architettoniche. L’opera ha richiesto un investimento complessivo di circa 330 mila euro. Di questi, 192.500 euro sono arrivati grazie al Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità della Presidenza del Consiglio dei ministri e della Regione Veneto. Il cantiere ha trasformato la struttura: sono state realizzate nuove rampe di accesso e parcheggi riservati, adeguati i servizi igienici e completamente rinnovati gli impianti, i serramenti e le aree esterne.
Alla cerimonia del taglio del nastro, culminata con la benedizione del parroco don Fabio Fioraso, hanno partecipato il sindaco Luca Martello e l’assessora al sociale Sabrina Dorio, il presidente della Conferenza dei sindaci del distretto Mirano-Dolo Andrea Martellato, la vicesindaca Luisa Sattin e gli assessori Eros Cacco e Andrea Danieletto. «Il risultato più importante è avere eliminato quegli ostacoli strutturali che impedivano a molte persone di utilizzare pienamente il centro – ha sottolineato il sindaco Luca Martello – Oggi chi si muove con una carrozzina o con altri ausili può entrare e utilizzare gli ambienti in autonomia. Costruire spazi nei quali le persone possano sentirsi autonome significa accrescere inclusione, autostima e qualità della vita. “Argento vivo” potrà ora sviluppare nuove opportunità, accogliendo anziani, persone con disabilità, giovani, bambini e famiglie».
Il consiglio comunale ha vincolato per almeno dieci anni la destinazione sociale degli spazi, garantendo nel tempo la funzione inclusiva della struttura. “Argento vivo” continuerà a ospitare i servizi cardine del territorio, come il progetto intercomunale per anziani con decadimento cognitivo e le attività del “dopo di noi”, gestite dal 2019 dalla cooperativa Socioculturale. Ripartiranno il bar sociale e i corsi tradizionali – dai balli di gruppo alla ginnastica dolce – mentre con le associazioni locali si avvierà una coprogettazione per ampliare l’offerta ricreativa. L’importanza dell’opera è stata ribadita da Andrea Martellato, che ha inserito la rinascita del centro nella cornice della riorganizzazione dei servizi sociali dell’Ats Riviera del Brenta e Miranese: «Strutture come questa dimostrano quanto sia importante tradurre le risorse e la programmazione in servizi vicini alle persone». Sulla stessa linea Marika Piccolin, direttrice del vicino centro servizi anziani “Suor Tiziana Ferraresso”, che auspica una forte sinergia e scambi intergenerazionali tra gli ospiti e il paese.
«Non è solo la fine di un cantiere, ma l’inizio di una nuova fase di sollievo e partecipazione», ha concluso l’assessora Sabrina Dorio, ringraziando volontari, famiglie e parrocchia. Don Fabio Fioraso ha richiamato il significato umano e comunitario del centro: «Il linguaggio comune deve essere quello del bene che possiamo fare a chi ha bisogno. Un luogo come questo può far incontrare anziani, bambini, ragazzi e famiglie, superando divisioni e filtri. Quando ci si sente accolti e a casa, una comunità diventa davvero viva e non dimentica nessuno».