Idee
Informazione sempre più in bilico. Stretta tra internet e social, ogni giorno di più vede ridursi gli spazi che le erano propri. Quotidiani e periodici cartacei perdono copie e la discesa pare inarrestabile. Non compensa le perdite la presenza online sia per quanto riguarda gli abbonamenti sia per la raccolta pubblicitaria. Pochi ormai sono disposti a pagare le notizie.
In questo contesto assai complicato e in continua evoluzione verso un sistema che non pare avere più alcuna gerarchia, si muovono anche i settimanali diocesani che dalla fine del 1800 costituiscono un unicum in Italia. Fortissimi al nord per storia e tradizione, dagli anni Sessanta del secolo scorso hanno avuto sviluppo in tutto il Paese, anche se con modalità molto diverse tra loro. Si va dalle redazioni molto strutturate nelle Regioni settentrionali fino ai giornali redatti da volontari in alcune zone del sud Italia. Un fatto è sempre apparso chiaro a tutti:
ci vuole una voce per le diocesi e la soluzione adottata, in almeno due diocesi su tre è stata quella del settimanale cartaceo.
Da una ventina d’anni, con lo strapotere di Internet, anche la galassia dei fogli diocesani è stata coinvolta dalla crisi della carta stampata. Un po’ alla volta, l’informazione tradizionale si è allargata alla presenza online che in diverse situazioni si è trasformata in un vero e proprio quotidiano a flusso continuo. In questo contesto in continua evoluzione è nata in Romagna, su impulso dei vescovi, l’idea di pensare a qualche soluzione che mettesse insieme idee ed energie.
Dopo oltre due anni di confronti e di lavoro, nell’aprile 2021 sbarcammo con il giornale assieme fra tre diocesi: Cesena, Faenza e Ravenna. La soluzione individuata lascia autonomia alle singole redazioni che si sono più strutturate. Invariata anche la testata locale per il legame con il territorio, rafforzato grazie a una presenza più autorevole con un giornale di più ampio respiro e più consolidato.
Questi primi cinque anni ci hanno convinti della bontà dell’operazione intrapresa. I riscontri, in termini di considerazione, sono aumentati in maniera notevole. Non aumentano le copie vendute, visto il trend generale, ma l’autorevolezza delle nostre tre edizioni è cresciuta assieme alla presenza online.
Dalla scorsa settimana in questa avventura a tre si è aggiunta la testata “La Voce di Ferrara-Comacchio”. Un segno anche questo del cammino percorso e della volontà di cercare soluzioni condivise. Dall’Appennino alle Valli, abbiamo scritto, visto che il nostro territorio ora va dalle sorgenti del Tevere, sul confine tosco-romagnolo, fino alle Valli di Comacchio, in zona delta del Po. Si ampliano i confini, si allarga lo sguardo, si mettono insieme idee e capacità.
Non è sempre tutto facile come potrebbe sembrare.
Gli aspetti positivi superano di gran lunga alcune difficoltà inevitabili quando si intraprendono cambiamenti. Ora la sfida che ci sta davanti attiene alla presenza in Rete. Sarà il nostro prossimo obiettivo: presentarci come un’unica forza nel campo dell’informazione digitale locale, senza nulla togliere a ciascun territorio.
Ci stiamo pensando da tempo. Ormai, anche su questo fronte, i rinvii non sono più ammissibili. Abbiamo in mente un unico sito-madre che contenga e rimandi alle singole presenze locali. Una nuova testata che dia l’idea dell’unione, senza nulla togliere alle autonomie delle singole redazioni e del legame creato negli anni. Un solo pensiero ci anima: favorire la presenza della Chiesa nell’agorà dell’informazione, sia essa cartacea, digitale o sui social. Noi ci siamo, oggi come oltre un secolo fa, con la stessa missione di allora: leggere la realtà, nulla escluso, alla luce dell’esperienza cristiana. Con ogni mezzo a nostra disposizione. E farlo insieme è sempre più bello.