Studia patavina. IA, scenari per l’esplorazione di un fenomeno epocale
Il nuovo numero della rivista della Facoltà teologica del Triveneto, curato dal teologo Stefano Didonè e dal filosofo Giovanni Grandi, affronta gli aspetti antropologici oltre che etici dell’intelligenza artificiale: che cosa resta della nostra originalità di esseri umani se un sistema di algoritmi comprende le domande e risponde a tono? Quattro contributi e due interviste, a Luca Peyron e Viviana Vinci.
Il nuovo modo con cui possiamo interagire con le macchine ci mette, volenti o nolenti, davanti a uno specchio: che cosa rimane di noi e della nostra originalità di esseri umani se, almeno apparentemente, un complesso sistema di algoritmi comprende le nostre domande, risponde a tono, elabora previsioni attendibili? Senza dubbio l’IA solleva interrogativi etici, ma anche la domanda sul “come funzioni” è oggi tanto pressante quanto quella sul “cosa poterne fare”. Sugli aspetti antropologici, oltre che etici, dell’IA si interroga il nuovo numero (2/2026) di Studia patavina, la rivista della Facoltà teologica del Triveneto, con un focus dal titolo “Dietro le quinte dell’IA. Scenari per l’esplorazione di un fenomeno epocale” a cura del teologo Stefano Didonè (Facoltà teologica del Triveneto) e del filosofo Giovanni Grandi (Università di Trieste). I quattro contributi in cui si articola la riflessione sono a cura di Evan Battistel (Università eCampus e Ca’ Foscari di Venezia), Teresa Scantamburlo (Università di Trieste), Ferruccio Ceragioli (Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale) e Giorgio Bozza (Facoltà teologica del Triveneto). Il volume contiene, inoltre, due interviste del direttore Stefano Didonè al giurista e teologo Luca Peyron (Università Cattolica di Milano) e a Viviana Vinci (Università di Foggia). Informazioni: studiapatavina.abbonamenti@fttr.it