Storie
Caro Sant’Antonio… È così che molti devoti si rivolgono al Santo di Padova, come fosse una persona amica, conosciuta, con cui si ha una certa confidenza. Nella nostra Diocesi c’è un Antonio che ha contribuito ad alimentare questa familiarità e a diffonderne la conoscenza e devozione. È don Antonio Locatelli, sacerdote padovano nato il 22 novembre 1839 a Padova, in contrada Porciglia e morto il 23 dicembre 1902. Al Santo è legato per fino nel nome: fu battezzato dal parroco degli Eremitani, don Francesco Boreato, chiamato in casa d’urgenza dai genitori Emilio e Rosa Fraugnato, timorosi per la sopravvivenza del piccolo, al quale, secondo la consuetudine di imporre al primo figlio maschio il nome del nonno paterno — un famoso chirurgo di Bassano – diedero appunto il nome Antonio. La madre, rimasta successivamente vedova con quattro figli e un quinto che portava grembo e che morirà dopo soli due mesi di vita, verso il 1850 si trasferisce in via Cappelli. In questa zona di Padova, proprio a due passi dalla basilica del Santo, il Locatelli realizzerà le “sue” opere di carità, quelle che oggi porta avanti l’Associazione Universale di Sant’Antonio. «Don Antonio Locatelli – asserisce don Livio Tonello, presidente dell’associazione – è una di quelle figure della Chiesa, silenziose, spesso dimenticate, la cui grandezza non risiede in clamori o cariche altisonanti, ma nella profondità della loro fede, nella dedizione alla verità e nella tenacia con cui hanno servito Dio e gli uomini. La sua vita, segnata da studi rigorosi, sofferenze fisiche e interiori, e un profondo amore per sant’Antonio, merita oggi di essere riscoperta e valorizzata». Dopo le scuole elementari Antonio Locatelli frequenterà il ginnasio-liceo Santo Stefano (oggi Tito Livio) ottenendo, alla fine di ogni anno, eccellenti risultati, matura quindi la decisione di farsi prete. Una preparazione vasta, quasi enciclopedica la sua, che avrebbe potuto aprirgli le porte di una brillante carriera accademica se non fosse stata interrotta, prima dalla malattia — la stessa tisi che aveva ucciso il fratello — e poi dalle delusioni politiche successive all’unificazione italiana. La sua ordinazione sacerdotale avvenne nel 1863, dopo un periodo di grave prostrazione fisica e spirituale. Solo la fede e la guarigione che visse come grazia ricevuta, lo riportarono alla vita. Fu proprio questo evento a legarlo per sempre alla figura del Santo, al punto da votarsi interamente alla sua glorificazione e alla diffusione della devozione antoniana nel mondo cattolico. Fu precettore, studioso, guida spirituale, ma soprattutto si dedicò a una straordinaria opera culturale e spirituale incentrata su sant’Antonio: instancabile nel ricercare manoscritti, fonti, testi antichi da trascrivere e diffondere. A lui si deve la riscoperta di importanti sermoni antoniani inediti, erroneamente attribuiti ad altri autori, che volle pubblicare e dedicare a Leone XIII. E a lui si deve anche il merito di aver sollecitato il riconoscimento di titolo di “dottore della chiesa” (attribuito nel 1946 da Pio XII). «Ricordare don Locatelli – continua il presidente – significa valorizzare l’esempio di un cristiano colto, umile e generoso, che ha servito la Chiesa senza clamori. Significa ridare voce a una spiritualità intensa, capace di unire studio e preghiera, rigore scientifico e amore per i santi, conoscenza e pietà popolare. Un modello prezioso per i giorni nostri». In via Cappelli, proprio dove si era trasferito da bambino, don Locatelli darà vita, con un rudimentale piccolo torchio a mano sufficiente a stampare alcuni semplici foglietti, a quella che diventerà poi la Tipografia Antoniana. È qui che si stamperà la rivista sognata dal Locatelli per lungo tempo, quella che doveva diffondere nel mondo il pensiero e l’opera di sant’Antonio e che uscì nel giugno del 1885 col titolo Il Santo di Padova e il suo tempo, in gran parte compilata dallo stesso Locatelli. Nel 1888 si getta a capofitto nella diffusione di una associazione antoniana, inizialmente denominata “Pia opera ed accademia di sant’Antonio di Padova”. Parallelamente il foglietto Il Santo di Padova e il suo tempo cresce e diventa Il Santo dei miracoli, il cui primo numero esce il 15 settembre 1888. Da allora la pubblicazione prosegue regolarmente ogni mese e così continua anche oggi. «È però nell’Opera del pane dei poveri – conclude il presidente – che l’attività di don Locatelli si fa concreta. Fu da lui fondata nel 1887 e da allora non ha mai smesso di distribuire pane, ogni mattina, alle persone bisognose e in condizione di fragilità. Con il tempo quest’opera di carità, per essere il più vicino possibile alle esigenze della quotidianità, ha sviluppato nuove collaborazioni e al pane si sono affiancati anche altri servizi e beni di prima necessità. Resta però invariato lo spirito con cui don Locatelli la fece nascere: farsi sempre più vicino ai bisogni delle persone in difficoltà, per continuare a scrivere pagine di Vangelo in nome di sant’Antonio. A Padova infine il contributo della nostra Associazione fu determinante per il reperimento dei fondi per la costruzione del Tempio antoniano della Pace, prezioso segno cristiano in un tempo nel quale la guerra è inarrestabile».

La sede dell’Associazione universale di sant’Antonio e la redazione della rivista Il Santo dei miracoli sono a Padova in piazza del Santo 2; la distribuzione del pane dei poveri è in via Cappelli 26, adiacente a via Antonio Locatelli, dedicata al fondatore. Oggi l’Associazione lavora in rete con altri enti come le Cucine economiche popolari o Re.Te.Solida. Collabora con alcuni piccoli comuni italiani per distribuire i buoni pasto alle famiglie che non possono pagare la mensa scolastica; sostiene laboratori culturali per i detenuti del carcere Due Palazzi di Padova. Attiva anche progetti nei Paesi in via di sviluppo. Info: www.santodeimiracoli.org
L’Associazione universale di Sant’Antonio sarà presente alle celebrazioni per la festa del Santo venerdì 13 giugno. Seguirà la celebrazione della messa delle 17 in basilica e poi parteciperà alla processione con gli aderenti, i soci e i dipendenti seguendo il gonfalone dell’Associazione.