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“Dove finisce lo spreco, inizia il gusto” è il motto di NoWaste, la start-up creata da due giovani fratelli di Agna, Filippo e Giacomo Ostellari, di 29 e 20 anni, che rappresenta forse la prima realtà in Europa interamente dedicata alla distribuzione di ingredienti da upcycling, ovvero materie prime alimentari recuperate da eccedenze e residui dell’industria agroalimentare, trasformate in polveri vegetali funzionali, nutrienti e versatili.
«NoWaste è un progetto imprenditoriale nato nella Bassa Padovana; noi siamo già da qualche tempo attivi nel settore della sostenibilità e abbiamo scelto di mettere al centro della nostra attività un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: dare nuova vita a materie prime secondarie, offrendo all’industria alimentare ingredienti innovativi, nutrienti e a basso impatto ambientale».
In pochi mesi di attività, NoWaste ha già contribuito al recupero e alla valorizzazione di oltre 2.500 chili di residui agroalimentari, trasformati in polveri funzionali destinate al settore food. «Un risultato concreto che dimostra come l’upcycling alimentare possa rappresentare una soluzione reale per ridurre l’impatto ambientale e contemporaneamente creare nuove opportunità di sviluppo per le aziende».
Le polveri distribuite dalla società, che ha sede a Conselve, derivano da matrici vegetali recuperate come bucce di agrumi, carciofo, fondi di caffè, pomodoro e altre materie prime secondarie selezionate. Sono ingredienti naturali, ricchi di fibra, antiossidanti, proteine vegetali e minerali, spesso naturalmente privi di glutine, ideali per lo sviluppo di ricette funzionali e nutrizionalmente evolute.
Il modello si inserisce in un contesto globale in cui circa il 40 per cento del cibo prodotto viene perso lungo la filiera e dove la produzione alimentare rappresenta una delle principali fonti di impatto ambientale. Recuperare ciò che esiste già, valorizzandolo attraverso processi innovativi, rappresenta oggi una priorità strategica per il settore alimentare.
L’upcycling, noto anche come riutilizzo creativo, è il processo per trasformare materiali di scarto, sottoprodotti o prodotti indesiderati in nuovi materiali o prodotti di qualità superiore o con un valore ambientale maggiore. Questo concetto si differenzia dal riciclaggio tradizionale, che generalmente riduce la qualità del materiale originale. Invece, l’upcycling mira a “dare una nuova vita” a materiali che altrimenti verrebbero scartati, creando qualcosa di nuovo e spesso più prezioso. «Ogni anno, milioni di tonnellate di cibo vengono sprecate lungo la filiera produttiva, dalla raccolta alla distribuzione, fino al consumo finale – evidenzia Filippo Ostellari – Questo spreco non rappresenta solo una perdita economica significativa, ma ha anche un impatto ambientale devastante, contribuendo all’emissione di gas serra e allo spreco di risorse naturali».
Uno dei principali vantaggi dell’upcycling è la significativa riduzione degli sprechi alimentari. Secondo la Fao, circa un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo viene sprecato. Attraverso l’upcycling, le aziende possono recuperare una parte di questi sprechi, trasformandoli in prodotti utili, riducendo così l’impatto ambientale e contribuendo a un’economia più sostenibile. Creare nuovi prodotti da materiali di scarto non solo apre nuove possibilità di mercato, ma permette anche di aggiungere valore ai sottoprodotti, migliorando la redditività delle aziende. Il riutilizzo creativo contribuisce direttamente alla riduzione dell’impronta ecologica del settore alimentare. Trasformando scarti in risorse, si riduce la necessità di smaltimento e si minimizza l’uso di nuove risorse naturali.
«NoWaste si è rivolta all’inizio a industrie alimentari, pastifici, pizzerie, panifici, aziende dolciarie, ma da qualche tempo abbiamo aperto la nostra sede di Conselve anche ai consumatori. Il nostro intento – concludono Filippo e Giacomo Ostellari – è quello di far conoscere al pubblico come materie prime secondarie agroalimentari possano trasformarsi in ingredienti funzionali, gustosi e ad alto valore nutrizionale».

NoWaste ha iniziato rivolgendo la sua attenzione a industrie alimentari, pastifici, pizzerie, panifici e aziende dolciarie. Da qualche settimana però il magazzino di Conselve, in via Maestri del Lavoro, ha aperto i battenti anche ai privati con un evento dedicato alla scoperta del cibo sostenibile e una degustazione pensata per far conoscere al pubblico come materie prime secondarie agroalimentari possano trasformarsi in ingredienti funzionali, gustosi e ad alto valore nutrizionale. «Volevamo avvicinare le persone al tema dell’economia circolare nel settore alimentare – affermano Filippo e Giacomo Ostellari – mostrando in modo concreto come residui vegetali possano essere recuperati e valorizzati attraverso processi di trasformazione che riducono l’impatto ambientale e generano nuove opportunità nella filiera food. Con l’intento di diffondere una maggiore consapevolezza sul tema della sostenibilità alimentare».
L’Italia è il Paese leader, tra quelli europei, per tasso di riciclo di materie prime seconde nei cicli di produzione. In particolare, il 20,8 per cento dei materiali utilizzati dall’industria nel 2023 proviene dal riciclo dei rifiuti, quasi il doppio rispetto alla media europea (11,8).