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Dal 28 al 31 ottobre torna il Festival Internazionale Italo-Marocchino, un appuntamento dedicato al dialogo interculturale, alla promozione dei diritti umani e allo sviluppo della cooperazione tra Italia e Marocco, con un messaggio forte contro ogni forma di violenza, discriminazione e pregiudizio.
Quattro giornate di incontri e iniziative coinvolgeranno il mondo accademico, le istituzioni, le associazioni e la società civile, affrontando temi di grande attualità: dal dialogo tra culture alla prevenzione dei fenomeni di violenza giovanile e del disagio sociale, anche legati al fenomeno dei maranza, fino al ruolo delle donne nella crescita delle nuove generazioni e ai percorsi di reimmigrazione dall’Italia al Marocco, raccontati attraverso la proiezione di un documentario.
In un contesto internazionale segnato da guerre, conflitti e tensioni, il Festival vuole riaffermare il valore della pace, della convivenza e del rispetto reciproco. L’iniziativa intende promuovere una cultura dell’incontro, offrendo soprattutto ai giovani occasioni per conoscersi, confrontarsi e comprendere che le differenze culturali non devono diventare motivo di scontro, ma una risorsa per costruire una società più giusta e inclusiva.
La manifestazione si concluderà il 31 ottobre con la Festa dell’Unità Marocchina, tra spettacoli, premi e tradizioni culturali, in un momento di condivisione che vuole rafforzare i legami tra le comunità italiana e marocchina.
«Il Festival Internazionale Italo-Marocchino nasce dalla convinzione che il dialogo tra i popoli non debba fermarsi alle parole, ma tradursi in occasioni concrete di incontro, conoscenza e collaborazione – spiega Abdallah Khezraji Presidente del Festival Internazionale Italo-Marocchino – In un mondo attraversato da guerre e conflitti, crediamo che costruire la pace significhi partire dalle nostre comunità, dalle relazioni quotidiane e dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona, al di là della sua origine, della sua cultura o della sua religione. Vogliamo affrontare anche le sfide che riguardano i giovani, dai fenomeni di violenza e aggregazione problematica al bisogno di punti di riferimento, ascolto e opportunità. Non servono etichette o contrapposizioni, ma educazione, dialogo e responsabilità condivisa tra famiglie, scuole, istituzioni e associazioni. Italia e Marocco sono legati da rapporti profondi, costruiti attraverso le esperienze di migliaia di persone che vivono, lavorano e contribuiscono alla crescita delle nostre comunità. Con questo Festival mettiamo al centro i diritti umani, il ruolo delle donne, le nuove generazioni e le storie di chi costruisce la propria vita tra Paesi e culture diverse. Il nostro obiettivo è che questi quattro giorni non siano soltanto un momento di celebrazione culturale, ma l’inizio di nuove relazioni, collaborazioni e opportunità. Perché costruire ponti tra Italia e Marocco significa investire nella pace, combattere i pregiudizi e lasciare alle nuove generazioni un futuro nel quale il dialogo prevalga sulla violenza e la solidarietà sulla divisione».
Un programma ricco di incontri istituzionali, approfondimenti e momenti di condivisione, per valorizzare il dialogo interculturale e rafforzare i legami tra i nostri Paesi. Istituzioni, studiosi, professionisti, associazioni e protagonisti della società civile si incontrano per condividere idee, esperienze e progetti, guardando a un futuro fondato sul rispetto, sull’inclusione e sulla cooperazione.
Gli appuntamenti in programma il 28 ottobre a Padova: Diritti umani e dialogo interculturale per costruire un nuovo umanesimo; il 29 ottobre a San Donà di Piave: Il ruolo delle donne straniere nella crescita delle nuove generazioni; il 30 ottobre presso l’Hotel BHR: Reimmigrazione dall’Italia in Marocco, con proiezione del documentario; il 31 ottobre sempre presso l’Hotel BHR: Festa dell’Unità Marocchina, tra cultura, tradizioni e celebrazione dell’amicizia italo-marocchina.
Programma completo su festivalitalomarocchino.it e le pagine social del Festival