Fatti | Sport
C’è una scena in Ritorno al futuro in cui Marty McFly, davanti a una foto di famiglia che sbiadisce, capisce che il tempo a disposizione sta finendo. A Padova, in queste ore, l’impressione è la stessa: il campionato ha ancora il sapore dell’inizio, ma la fotografia comincia a perdere nitidezza. Due vittorie (Pisa e Ascoli), un pareggio con il Verona e quattro sconfitte, tra cui l’ultima, la più amara, quella di sabato contro l’Entella: 1-2 all’Euganeo, secondo ko consecutivo davanti al proprio pubblico e terzo di fila in campionato, dopo Palermo e Carrarese. Ed è bastato il fischio finale perché la città iniziasse a rincorrere i fantasmi. Nella serata di sabato le voci si sono moltiplicate, rimbalzando tra le varie chat e sui social: l’esonero di Antonio Calabro sarebbe stato questione di ore, con un possibile effetto domino fino al responsabile dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli. Nei giorni successivi sono arrivate le smentite del presidente Peghin e del vicepresidente Giovanni Banzato, ma quando serve una dichiarazione per spegnere l’incendio vuol dire che il fumo si è visto davvero. La fiducia è stata ribadita, la tensione no: resta nell’aria, come la musica che continua a suonare quando la scena è già finita. Per questo le prossime tre partite assumono il peso di un esame di maturità, con la lente d’ingrandimento puntata su ogni minuto. Si comincia con l’Avellino, che nell’ultima giornata di campionato ha conquistato un punto a Cesena, poi martedì sera ancora all’Euganeo contro il Südtirol, due occasioni consecutive per riconquistare un pubblico che non ha ancora capito se arrabbiarsi o sperare. Infine, sabato successivo, la trasferta di Catanzaro. Tre partite in pochi giorni, nessun margine per nascondersi: o la fotografia torna a colorarsi, o quella foto di famiglia rischia di sbiadire per davvero.
Da quando entrambe sono tornate in Serie BKT, il Padova ha raccolto appena un punto contro l’Avellino: il 2-2 casalingo all’andata della scorsa stagione, poi lo 0-1 incassato al ritorno in Irpinia. E proprio la trasferta campana resta un tabù per i biancoscudati, sconfitti in tutte e sei le gare giocate in casa dei Lupi in cadetteria tra il 1989 e il 2026. Tra le avversarie affrontate almeno sei volte in trasferta, l’Avellino è l’unica contro cui il Padova ha un bilancio esterno di sole sconfitte. Il Partenio, del resto, è diventato un fortino: una sola sconfitta nelle ultime dieci partite casalinghe di B (l’1-2 contro l’Arezzo ad agosto), con sei vittorie e tre pareggi. I 21 punti raccolti sono superati soltanto dai 25 del Palermo. I veneti arrivano invece in piena crisi, con quattro ko nelle ultime cinque giornate, comprese le tre più recenti, dopo un solo stop nelle sette precedenti (cinque successi e un pari). Un’altra sconfitta significherebbe almeno quattro ko di fila per la prima volta dalla striscia di cinque tra marzo e aprile scorsi, quattro con Matteo Andreoletti in panchina e una con Roberto Breda. Si sfidano anche due squadre dai ritmi opposti. L’Avellino è la più prolifica del torneo nei primi tempi con nove reti, tutte arrivate nella prima mezz’ora, altro record stagionale. Il Padova è invece la squadra che segna meno nelle riprese, con appena due gol. A fare la differenza in casa irpina è anche la concretezza sotto porta: Raffaele Russo (4 gol a fronte di 1.7 xG, +2.3) e Michele Besaggio (3 reti con 0.8 xG, +2.2) sono tra i cinque giocatori del campionato che hanno segnato di più rispetto agli Expected Goals. Davanti a loro ci sono solo Francesco Ruocco (+2.6), Cristian Shpendi (+2.9) e Daniel Mosquera (+3.4). Sul fronte opposto, Emanuele Zuelli è il biancoscudato coinvolto in più conclusioni senza ancora un gol né un assist: 14 in totale, tra sei tiri e otto occasioni create. Nessuno squalificato tra le due squadre, mentre nell’Avellino è diffidato proprio Besaggio.
Alla vigilia della trasferta del Partenio, mister Antonio Calabro fa il punto sull’infermeria: «Tranne i soliti noti, c’è solo Marcolini che ha subito un pestone ed è da valutare, ma comunque lo portiamo». Il tecnico non nasconde il momento delicato: «È stata una settimana difficile, non dobbiamo e non possiamo nasconderlo, ed è anche giusto che sia così. I ragazzi però hanno risposto come è giusto che si risponda in questi momenti: a testa bassa. Sono consci e coscienti che dipende da noi cambiare il nostro destino». Sul piano personale si dice carico: «In questi momenti, di solito, ho fatto le fortune della mia carriera. Quando ne sono uscito, ne sono uscito sempre rafforzato».

Poi torna sul confronto con la squadra dopo l’ultima gara: «C’è stato un confronto, anche in maniera drammatica, ma è giusto che sia così: non bisogna far finta di niente quando le cose non vanno bene, bisogna essere chiari. Ci si è chiesti di avere un timbro, e questo timbro domani dobbiamo averlo». Alla domanda se abbia ritrovato la squadra “cazzuta” invocata nei giorni scorsi, risponde: «Lo dico domani. Sono convinto che ci sarà in campo, ne sono convintissimo. I ragazzi sono stati disponibili, attenti, non abbiamo trovato alibi». E chiarisce cosa si aspetta: «Sangue agli occhi, determinazione, convinzione, reazione. Dobbiamo essere all’altezza della piazza che rappresentiamo, della maglia che portiamo, della passione dei tifosi, delle ambizioni della proprietà. La tattica e la tecnica saranno solamente una conseguenza». Nessun dubbio sulle scelte, nemmeno in un reparto offensivo che dovrà fare a meno di Caprari e Lasagna: «Ho le idee chiare, non c’è da rimettere in discussione niente. Quello che è stato fatto in settimana mi è piaciuto ed è quello che domani metteremo in campo, dando più certezze rispetto all’altra sera». L’undici, conferma, è già deciso. Di fronte ci sarà Alessandro Nesta, compagno di gioventù: «Con Nesta ci siamo sentiti, lo andai a trovare in ritiro in occasione di Lecce-Perugia, lui allenava il Perugia. Con lui ho condiviso la Primavera della Lazio, insieme a Di Vaio, mentre in Nazionale ho giocato con Totti e Buffon. È sempre motivo di orgoglio ritrovare un ex compagno diventato un allenatore importante, ma soprattutto rivedere il ragazzo eccezionale che avevo conosciuto quando avevamo diciott’anni». Sull’Avellino il giudizio è netto: «È una squadra che ha tanta gamba, soprattutto in attacco, con molte potenzialità per poterci impensierire, e allo stesso tempo compatta in fase di non possesso». Quanto alla pressione, Calabro non fa distinzioni: «Li ho visti tutti con la grande voglia di ribaltare i giudizi, che in questo momento ritengo giusti. Fra otto giorni tutto quello che oggi viene detto dovrà essere ribaltato». Il tecnico affronta anche il tema dell’identità, dopo le critiche sullo scarso impiego della vecchia guardia: «Il progetto di quest’anno è completamente diverso. Abbiamo costruito la rosa su tanti giocatori nuovi che dovevano essere subito fondamentali. L’identità non la trasmetti solo se giochi: devi essere leader anche quando stai fuori. Giocatori come Varas e Bortolussi sono riusciti in parte a far capire agli altri cosa significhi giocare nel Padova». Dalle crisi del passato ha imparato una lezione precisa: «La grande lucidità mi ha permesso di analizzare la realtà e prendere le decisioni giuste. Ne sono uscito più forte perché sono stato resiliente e lucido. Non sereno: cazzuto, ma lucido». Infine il sostegno della società, che ha smentito le voci di esonero e gli ha rinnovato la fiducia anche attraverso il vicepresidente Giovanni Banzato: «Oggi ho pranzato con lui e mi ha espresso grande solidarietà e supporto, ma la responsabilità in campo è mia. Se parliamo delle ultime due partite, i critici hanno tutti ragione. Adesso abbiamo otto giorni, a cominciare da domani, per rifarci, riprenderci e migliorare».
PORTIERI: 1 Mouquet, 12 Scaglia, 22 Sorrentino
DIFENSORI: 5 Lovato, 18 Silletti, 24 Carissoni, 27 Dellavalle, 32 Sgarbi, 34 Cocchi, 58 Pastina, 72 Faedo
CENTROCAMPISTI: 6 Giunti, 7 Varas, 8 Fusi, 14 Pompetti, 17 Capelli, 21 Zuelli, 23 Di Mariano, 25 Galazzi, 74 Marcolini
ATTACCANTI: 9 Moro, 11 Seghetti, 20 Bortolussi, 90 Artistico
AVELLINO (3-5-2): Martinelli, Simic, Venturi, Enrici; Missori, Palumbo, Palmiero, Besaggio, Moruzzi; Russo, Cheddira. All. Nesta
PADOVA (3-5-2): Sorrentino; Dellavalle, Lovato, Pastina; Carissoni, Giunti, Zuelli, Fusi, Cocchi; Artistico, Moro. All. Calabro
Arbitro: Maria Sole Ferrieri Caputi (sezione di Livorno). Assistenti: Politi e Belsanti. IV ufficiale: Marco Guida (sezione di Torre Annunziata). Var: Giua (sezione di Olbia), Avar: Massimi (sezione di Termoli). Diretta tv su DAZN e La B Channel.