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Dal 1° gennaio 2027 la gestione delle Cucine economiche popolari di Padova passerà dalla Fondazione Nervo Pasini all’Associazione universale di sant’Antonio (Ausa) e si integrerà con gli altri progetti di carità e di promozione della devozione antoniana dell’associazione che quest’anno celebra i 140 anni dalla fondazione (1886-2026), da parte di don Antonio Locatelli, presbitero della Diocesi di Padova.
Formalmente la Fondazione Nervo Pasini cede il ramo di attività delle Cucine economiche popolari ad Ausa. E fin qui il dato giuridico.
In realtà il passaggio s’inserisce in una volontà del vescovo Claudio Cipolla, che ha preso le mosse nel 2016 con i “Cantieri di carità e giustizia”, di guardare alla carità in modo sempre più
integrato e rafforzato anche alla luce dei cambiamenti sociali e delle evoluzioni della povertà stessa, nelle sue diverse sfumature, dalle più emergenziali a quelle più nascoste. Questo segno vuole essere anche una risposta all’invito di papa Leone XIV alla Chiesa nella sua esortazione
apostolica Dilexi te (2025) di mettere al centro della propria missione l’amore ai poveri.
Così due realtà nate quasi in contemporanea a Padova – le Cucine popolari presero vita nel 1882 grazie alla sensibilità di Stefania Omboni di fronte alle conseguenze sociali dell’alluvione; Ausa venne fondata nel 1886 da don Antonio Locatelli per diffondere la devozione e la carità legata alla testimonianza del santo taumaturgo – entrambe legate al vescovo diocesano, con il nuovo anno cammineranno insieme in una missione e visione che valorizzerà da un lato la spiritualità, la sensibilità e la carità legata a sant’Antonio, dall’altro potenzierà quei servizi di prima prossimità ai bisogni fondamentali: un pasto, un bagno caldo, un abito, un’attenzione alla salute, un percorso di emancipazione dalla povertà estrema.
«La Fondazione Nervo Pasini – sottolinea don Luca Facco, il presidente – ha dato forma stabile alle Cucine economiche popolari, che erano un ente di fatto, aprendole alla città di Padova e alle parrocchie. Ora il vescovo Claudio ci chiede un nuovo passo che coinvolge tutta la Diocesi: le povertà crescono e si fanno più complesse, e solo unendo le forze con l’Associazione universale di sant’Antonio potremo contribuire a custodire la dignità di ogni persona, a partire dalle nuove Cucine. Grazie di cuore alle suore Elisabettine, agli operatori, ai volontari e a tutti gli amici e donatori che finora ci hanno sostenuto e accompagnato: questa storia continua anche grazie a loro».
«Ausa, prendendo in carico l’attività delle Cucine economiche popolari – evidenzia il presidente, don Livio Tonello – l’associazione allarga la propria propensione per la carità e l’attenzione alle fragilità, finora svolta attraverso l’“Opera del pane dei poveri” con la distribuzione quotidiana di pane e di frutta alle famiglie in necessità.
La sinergia con le Cucine permette di far fronte alla crescente povertà con un servizio rinnovato e più efficace, sia per gli ospiti che per i volontari. Continuerà a trovare ispirazione nella figura e nelle opere di sant’Antonio al quale tantissime persone nel mondo si affidano e in suo nome donano».
Con la nuova gestione nulla cambierà per gli ospiti delle Cucine economiche popolari: l’accoglienza quotidiana delle persone più vulnerabili proseguirà senza interruzioni, con lo stesso spirito e con la stessa dedizione delle suore Elisabettine e di oltre 220 volontari e 15 operatori. Tutte le informazioni sulla nuova gestione, ma anche su come continuare a sostenere le Cucine, si troveranno sul sito rinnovato: cucineeconomichepopolari.it