Mosaico | Sagre e Feste
Profuma di tradizione rivisitata in chiave moderna e intraprendenza la sagra di san Martino che torna dal 6 al 15 novembre a Pianiga. A organizzarla in collaborazione con la parrocchia è l’associazione San Martino presieduta da Alberto Furlan e che dalla fondazione – circa quattro anni fa – ha ripreso in mano un appuntamento autunnale allora destinato a spegnersi definitivamente. «Il gruppo nasce da ex animatori e volontari della parrocchia che si sono uniti per festeggiare il decennale del centro parrocchiale – ricorda il presidente – Da lì è nata l’idea di riprendere questa sagra e dopo due edizioni con la parrocchia l’abbiamo riproposta appena terminata la pandemia e in concomitanza con la creazione della nostra associazione».
Con le radici ancorate nell’ambiente cristiano e portatrici di una linfa di sinergia tra i due soggetti, la festa del patrono ha trovato di recente una propria connotazione identitaria nella proposta culinaria: «Cerchiamo di puntare sulla qualità e sull’offerta di piatti un po’ ricercati – prosegue Furlan – La novità di quest’anno è una cena a menù fisso organizzata dai ristoratori del paese che ci aiutano già durante la fiera dei bisi di maggio, mentre l’11 novembre proporremo la cena del bollito e del lesso sempre su prenotazione».
Sul calendario degli appuntamenti non manca in questa edizione un cerchio sulla data di domenica 8 – quando al termine della messa serale ci sarà un rinfresco per festeggiare l’ingresso in parrocchia di don Alessio Cheso – e del 15 novembre. L’ultimo giorno di sagra, infatti, coincide con “Dan Don Din e campane de San Martin” in centro parrocchiale: «È la rappresentazione, con un nome diverso, del “fare san Martin”, ovvero del momento in cui le famiglie contadine andavano in passato a pagare gli affitti a fine anno – conclude il presidente – La rievocazione è proposta dalla compagnia dei Bravi Tosi nata su nostra spinta circa tre anni fa durante la festa di maggio, che abbiamo ripreso dando una connotazione più storica attraverso l’introduzione della “battuta del mercato dei bisi” dell’Ottocento. Il gruppo di teatranti amatoriali del paese ha così ripreso ossigeno e ha fondato la compagnia che propone spettacoli anche nelle frazioni del paese».