Mosaico
Vive con un uomo senza averlo sposato. E quell’uomo era (o lo è ancora?) un prete. Per questo dalla periferia di Padova l’ha seguito a Sermide, a 50 chilometri da Mantova. Certo, non è stata facile la scelta di Regina, vedova di guerra, madre di tre figli piccoli. Capitasse oggi sarebbe una storia di cronaca, come tante altre. Ma qui invece siamo nel giugno 1920. Felice è stato cappellano militare, è tornato dalla prigionia in Boemia: per l’esercito italiano, per la Curia patavina e per Voltabrusegana è un disperso. Anche il parroco lo ammonisce, non può dare scandalo: se abbandona la veste talare, dovrà andarsene lontano.
Muove da queste premesse I segreti di Felice (Attilio Fraccaro editore), il terzo romanzo storico di Lorenzo Panizzolo, già dirigente del Comune e comandante della Polizia Municipale di Padova. Felice è uno “sposo” attento e, pur non essendolo biologicamente, è un “padre” esemplare. «Par mi semo deventà na famiglia. Quando so grando vojo sposare una come mia madre», gli confessa Giuseppe, il “figlio” maggiore. Felice è anche un lavoratore instancabile; si muove in un ambiente contadino e insospettisce i nuovi compaesani perché parla in italiano e non bestemmia. A don Ivanoe, parroco di Sermide, che gli chiede perché non abbia la fede al dito, risponde che l’ha persa nel fango della trincea. L’ex sacerdote deve poi convivere con un enorme peso sulla coscienza. Un senso di colpa che può confessare solo a Imo, un reduce con il viso sfigurato da una scheggia di bomba. «Tu hai un buco nel volto ed io ho un buco nell’anima. Sono stato cappellano militare, ho ucciso un austriaco, di notte ho gli incubi».
La Provvidenza però dà modo a Felice di alleggerire il suo senso di colpa. Il primo agosto 1920 arrivano a Sermide, provenienti da una Vienna in ginocchio, trenta bambini inviati in Italia per trascorrere un inverno sereno. Panizzolo ha scoperto la storia dell’ospitalità grazie ai ricordi di Carla Bonini Baraldi, insegnante in pensione dello scientifico Fermi di Padova. Così, nel romanzo, Felice spalanca le porte di casa a Helmut; e Regina diventa la “madre” del figlio di un nemico. Questa generosità sarà causa però di parecchi problemi con i locali Fasci di combattimento che vestono camicie nere o militari.
Il libro, che dà seguito al volume Il destino di Felice, BiDiGi, 2023), si snoda fino all’ottobre 1944 e verrà presentato, alla metà di febbraio, alla libreria San Paolo Gregoriana di via Vandelli a Padova.