Chiesa
Nella predisposizione delle tracce da affidare alle parrocchie per il Tempo della scelta, l’Ufficio per l’annuncio e la catechesi si è avvalso del contributo di persone formate e coinvolte da tempo in questo ambito pastorale, che hanno consegnato nelle scorse settimane l’esito del loro lavoro, realizzato negli ultimi mesi del 2025.
Antonella De Benetti Pagan fa parte da una decina d’anni dell’équipe di approfondimento sui sacramenti – insieme a Giancarlo Pedrina, Paola Targa e Olivia Furlan – che ha pensato e preparato alcuni contenuti per accompagnare bambini, genitori, catechisti e accompagnatori dei genitori nei due anni del Tempo della scelta. «Lo abbiamo immaginato come un periodo “rilassato” in cui le parrocchie accolgono le famiglie e ci si dedica alla reciproca conoscenza – racconta De Benetti Pagan, che come i colleghi è un’ex catechista e si è formata alla scuola nazionale per formatori all’evangelizzazione e alla catechesi di Siusi-Asolo – Questo tempo rappresenta un cammino importante, sia perché collocato all’inizio di un percorso verso i sacramenti, sia perché comporta delle scelte. Abbiamo ragionato su quelli che per noi sono i conseguenti tre temi principali: l’accoglienza, il Credo (con il rito della consegna) e la scelta;
poi, abbiamo pensato ai nostri destinatari: i bambini, ma anche i genitori e i catechisti».
Il lavoro d’équipe, organizzato in incontri di gruppo e in attività gestite individualmente, si è concretizzato nella proposta di tre tracce dedicate ai temi chiave: una per il primo incontro di “benvenuto e accoglienza” alle famiglie, una per l’incontro sulla “scelta” riservato ai genitori e un’ultima per l’appuntamento sul Credo rivolta a genitori e bambini. Una quarta traccia presentata, che vede destinatari gli accompagnatori e i catechisti, contiene un ulteriore approfondimento sul Credo.
«Per il primo anno riteniamo importante anche lo stile con cui sono condotti gli incontri: quelli sull’accoglienza e sul Credo prevedono momenti insieme per bambini e genitori, anche di gioco, momenti di riflessione separati e di condivisione tra adulti, altri di comunicazione tra genitori e figli. Nei contenuti abbiamo inserito inoltre un aspetto per noi importante, ovvero il coinvolgimento della comunità e del consiglio pastorale: per questo proponiamo occasioni di partecipazione, per esempio in giorni più rilassati come il sabato o la domenica, da concludersi con un momento liturgico in comunità o con un pranzo assieme».
Anche un’altra équipe, che si occupa di accompagnamento dei genitori, ha presentato le proprie tracce per il Tempo della scelta. «Abbiamo dedicato diversi incontri per stilare le proposte, incominciando con il chiederci a nostra volta quali fossero gli obiettivi e i destinatari da raggiungere – spiega Maria Teresa Camporese Stimamiglio – Anche noi abbiamo ritenuto che l’obiettivo di questo periodo fosse conoscersi, tra famiglie e con i catechisti; allo stesso tempo le tracce mirano a porre un interrogativo di fondo, relativo alla riscoperta del proprio cammino di fede. In merito ai destinatari, abbiamo definito che le tracce dovessero rivolgersi all’intera equipe di formazione: catechisti, educatori, sacerdote e accompagnatori dei genitori».
Il gruppo di lavoro ha pensato a proposte diluite in due anni, ma che potranno essere declinate anche in uno soltanto; per il primo anno i temi riguardano soprattutto la crescita umana dei ragazzi, mentre il secondo è focalizzato sull’alfabetizzazione della fede. «Più in dettaglio, le tracce che abbiamo presentato propongono cinque incontri durante il primo anno, con l’aggiunta di un momento di conoscenza dei luoghi della fede della parrocchia, e sei nel secondo seguiti da una celebrazione al fonte battesimale per esprimere il consenso al cammino di completamento dell’iniziazione cristiana per i propri figli. Nelle tracce abbiamo allegato degli approfondimenti e altri testi che possono essere utili per evidenziare i punti focali dei vari temi. Le tracce seguono lo schema del laboratorio che parte sempre da una provocazione capace di mettere in moto l’esperienza dei partecipanti, che si confronta poi con un contenuto in grado di illuminare la vita e trovare alcune indicazioni per il cammino; per ogni incontro abbiamo cercato un segno che aiuti i partecipanti a portare a casa una parola buona per la loro vita. Il linguaggio usato nelle tracce è semplice e cerca di parlare alla vita concreta delle famiglie di oggi; sono stati utilizzati, in particolare, linguaggi che coinvolgono i sensi».