Domenica 21 dicembre 2025 si è svolto all’oratorio della Santa Croce di Cervarese Santa Croce, il primo congresso di Acli Terra Veneto, sul tema: “Agricoltura, quale futuro per uno sviluppo sostenibile?”. Un importante appuntamento associativo, che si celebra per la prima volta in Veneto dopo la costituzione nel 2024 del livello regionale dell’associazione. Acli Terra Veneto rappresenta oggi un migliaio di imprenditori agricoli, che conducono aziende principalmente nelle province di Verona e di Padova.
La relazione introduttiva è stata svolta dal presidente uscente, il padovano Alberto Menegazzo, che il nuovo Comitato – eletto per gestire l’associazione veneta nei prossimi quattro anni – ha riconfermato alla guida di Acli Terra Veneto. Il presidente ha quindi ribadito l’impegno dell’organizzazione a essere maggiormente presente sui tavoli istituzionali regionali per rappresentare, con le altre organizzazioni agricole, le istanze e gli interessi degli agricoltori del Veneto, per soffermarsi poi sulle sfide che il settore si trova a fronteggiare. Sono molteplici i cambiamenti in atto per l’agricoltura italiana e mondiale: Menegazzo ha ricordato che fare della sostenibilità un progetto per l’associazione, significa abitare pragmaticamente il presente e condividere con gli associati un’idea di futuro, che guardi alla sostenibilità socioeconomica e ambientale delle imprese agricole.
Le buone pratiche agronomiche, colturali e di allevamento hanno potuto avvalersi, negli ultimi anni, di nuove tecnologie di precisione che permettono di risparmiare tempi di lavoro, mezzi tecnici, carburanti, fitofarmaci, con lo scopo di ridurre massivamente, se non abbattere, l’inquinamento ambientale. Ma innovare per le imprese, in particolare per le più piccole, sarà sempre più impegnativo e arduo: in particolare gli interventi comunitari (come la Politica agricola comune dell’Unione Europea) potrebbero ridursi. Inoltre, si va accentuando una difficoltà di accesso al credito e, se aggiungiamo a questo uno scenario di forti cambiamenti climatici sempre più incisivi per le imprese, la preoccupazione è destinata ad aumentare.
Con queste prospettive diventa concreto il rischio di perdere quelle piccole e medie imprese agricole che hanno avuto nel tempo la capacità di tenere insieme il lavoro buono e sostenibile, i diritti dei lavoratori, il benessere di vita e le qualità delle produzioni.
Nel dibattito congressuale sono intervenuti il presidente regionale delle Acli Cristian Rosteghin, il presidente delle Acli di Padova Maurizio Drezzadore e il presidente delle Acli Terra Trentine Ezio d’Andrea, che si sono soffermati su alcuni temi associativi e su aspetti generali inerenti al settore.
Gli interventi hanno ribadito la necessità per l’associazione di promuovere una cultura di partecipazione e attenzione ai territori; l’opportunità, per ambiente e agricoltura, di rappresentare per il Paese una leva di sviluppo sostenibile attraverso investimenti virtuosi; la necessità di agire a servizio degli associati con una “visione globale”, ovvero lavorare per una consulenza continua e integrata come sistema aperto e in rete.
A seguire, ha preso la parola il presidente di Acli Terra di Padova, Roberto Turato che, in sintonia con altri ospiti e delegati, ha sottolineato come la ridotta marginalità degli utili operativi affligga sempre più le imprese agricole. Anche la recente introduzione di nuovi dazi sta provocando una lievitazione dei costi di produzione e una riduzione delle aspettative economiche delle imprese. È questo un argomento centrale: dare la giusta remunerazione ai prodotti per dare una prospettiva di vita delle imprese, specie se medio piccole: è certo che il mondo cooperativo e le organizzazioni dei produttori sono impegnati in questo ambito, ma c’è ancora tanto da fare per migliorare una filiera commerciale disomogenea e penalizzante. Lo strapotere della Grande distribuzione organizzata va contrastato attraverso iniziative di filiera corta: vendita a chilometro zero, mercatini agricoli, accordi di filiera, accordi con gruppi di consumatori organizzati; un aumento di redditività dell’impresa si tramuta poi in un vantaggio per l’intera collettività. Un agricoltore, se ha risorse a disposizione, per sua natura le rimette in circolazione con investimenti che a cascata generano lavoro per tutti, in un ciclo virtuoso per l’intera società. Nel congresso si è inoltre sottolineata l’importanza di difendere e far emergere il lavoro “invisibile” nelle nostre campagne, ovvero quello fornito da lavoratori extracomunitari. A questo proposito, il presidente delle Acli Terra di Verona Gianni Brigo ha segnalato la problematicità dell’attuale sistema delle quote gestite attraverso il clic-day.
A conclusione del congresso è intervenuto il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta. Nel suo intervento ha ricordato la scansione temporale che ha portato alla costituzione di Acli Terra Regionale, dando atto a tutti i livelli dell’associazione di un impegno costante per la crescita di questa realtà. Ha ricordato come la formazione sia stata e continui a essere al centro dell’impegno associativo. Rispetto al tema delle risorse e degli interventi di sostegno comunitari, ha ribadito la necessità che si vada verso uno snellimento nelle procedure burocratiche che gravano sulle imprese, ha ribadito la forte contrarietà dell’associazione rispetto alla commercializzazione di cibi artificiali e ha segnalato come a livello nazionale il comparto dell’acquacoltura stia crescendo, richiamando anche la realtà veneta a una attenzione al settore.