È nata da poco Acli Arte e Spettacolo Veneto, il livello regionale dell’associazione specifica delle Acli dedicata al mondo della cultura e delle realtà appartenenti al mondo delle arti performative.
Abbiamo incontrato il suo presidente Gianluca Meis: regista, scrittore, drammaturgo, premiato tra l’altro con il Premio Europeo di drammaturgia Tragos e il premio Sipario per le sue attività.
Come si è arrivati ad Acli Arte e Spettacolo Veneto?
«L’esperienza pluridecennale di Padova ha messo in evidenza le grandi potenzialità di una rete associativa che fornisca assistenza alle realtà territoriali nel campo della cultura e dello spettacolo. In particolar modo, dopo la riforma del Terzo Settore, è emerso chiaramente come le Acli possano essere uno strumento efficace per garantire, sostenere, promuovere quelle associazioni che usano l’aggregazione sociale e l’attivismo associativo per la promozione della cultura. Abbiamo anche notato come Padova, ma anche Verona e Vicenza avessero bisogno di un coordinamento e una rappresentazione di carattere regionale che, oltre al supporto già citato, promuovesse e supportasse uno sviluppo associativo concreto interfacciandosi anche con l’amministrazione del territorio veneto».
Cosa ha comportato, per le associazioni culturali, la riforma del Terzo Settore?
«Il bisogno di una maggiore trasparenza nella gestione amministrativa delle varie attività, un controllo nella conduzione della vita associativa, una nuova prospettiva nel governo fiscale. Tutte questioni per le quali la sinergia con il mondo Acli ci ha permesso di condurre con successo l’iscrizione delle associazioni affiliate al Registro Unico per gli Enti del Terzo Settore e il riconoscimento di operare secondo le nuove normative».
Quali sono stati, secondo lei, i punti di forza della vostra attività in questi anni?
«Con le nostre attività abbiamo consolidato la nostra presenza territoriale e costruito una riconoscibilità e un’identità precise. Abbiamo sostenuto la nascita di nuove realtà associative e sostenuto gli adeguamenti richiesti dalla Riforma del Terzo Settore, come già raccontato. Abbiamo promosso momenti di formazione, approfondimento e conoscenza in merito alla gestione delle nostre attività. Siamo riusciti a offrire un punto di riferimento in merito a bisogni, incertezze e momenti di difficoltà e scoraggiamento durante il periodo pandemico circa il futuro delle nostre associazioni. Abbiamo continuato a pensare, costruire e realizzare attività ed eventi culturali, aprendoci al confronto e alla collaborazione con diverse associazioni, reti e progettualità del territorio. Infine, abbiamo cercato di offrire un punto di vista preciso sull’importanza dell’arte e dello spettacolo quale collante sociale e necessario momento di confronto, incontro e promozione valoriale».
Quali sono le attività culturali che organizzate a Padova?
«Rassegne teatrali in vari spazi cittadini come il Teatro Don Bosco o il Giardino di Palazzo Zuckermann in estate, e ancora il Tem–Teatro Excelsior Mortise. Negli anni abbiamo creato vari appuntamenti con le produzioni delle associazioni nostre affiliate e promosso concorsi, come ad esempio il Premio Morassutti in memoria della Compagnia Arlecchino, una delle prime e più storiche filodrammatiche del nostro territorio. Questo premio è diventato poi itinerante e ha aperto la collaborazione con il Teatro Ferrini di Adria. Abbiamo promosso momenti di spettacolo legati a tematiche sociali in collaborazione con altre realtà associative, fedeli alla convinzione che l’arte e la cultura possono offrire uno sguardo altro e profondo su argomenti di confronto anche politico, nel senso più nobile del termine, e cioè che riguarda ciascuno di noi».
Ci racconta qualcuna di queste iniziative?
«I corsi di teatro e lettura espressiva con la Federazione Anziani e Pensionati contro il decadimento cognitivo, la partecipazione fin dalle fasi organizzative alla Giornata per il volontariato con il Centro servizi volontariato di Padova e Rovigo, gli spettacoli prodotti per sensibilizzare contro il fenomeno adolescenziale del ritiro sociale (Hikikomori) e il cyberbullismo, o ancora per il ricordo della strage di migranti di Lampedusa o l’attualità educativa di Don Milani.La produzione di una miniserie online L’Audace missione dei soliti eroi per promuovere i valori dell’impegno civile e del volontariato. Le collaborazioni con La Fiera delle Parole, One Book On City o Il Festival dei Matti di Venezia. E ancora le iniziative in collaborazione con Libera per le Giornate della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Ricordo poi il concorso per monologhi teatrali inediti “Monologando” che ha portato a Padova giovani autori da tutta Italia e premiati in diversi e prestigiosi altri concorsi. Vorrei anche menzionare le produzioni artistiche di spettacoli per coinvolgere trasversalmente soci di più gruppi afferenti alla nostra rete, e infine l’impegno per la sensibilizzazione e raccolta fondi per le adozioni a distanza con l’associazione Co-Meta o il terremoto in Emilia».