Il gol più bello: lasciare il calcio per stare accanto a suo papà
Il centrocampista sloveno lascia il RB Leipzig per tornare a casa e stare accanto al padre: una scelta che non è solo professionale, ma umana, tra dolore, famiglia e priorità che ridisegnano il senso del successo.
Ci sono azioni che catalogheremmo nella sezione “scelte”, ma che in realtà scelte non sono perché per quanto agli occhi esterni si possano presentare più opzioni, nell’animo di chi compie quel gesto non può esistere che un unico “migliore dei mondi possibili”. Kevin Kampl, centrocampista sloveno, con quasi 30 presenze in Nazionale e quasi 300 nel suo ultimo club, l’RB Leipzig, con cui ha giocato 8 stagioni e mezzo, sarà un calciatore professionista ancora per qualche settimana; poi dal 1° febbraio dirà addio (o forse arrivederci?) al calcio. Il motivo? Vuole stare vicino a suo padre. Questo è il messaggio che ha scritto ai suoi tifosi: «Gli ultimi mesi sono stati segnati da un profondo dolore per me e per la mia famiglia. La perdita improvvisa di mio fratello mi ha fatto capire dolorosamente quanto sia prezioso il tempo e quanto sia importante trascorrerlo con le persone a noi più care. Dopo tutti questi anni, ho capito che è ora di tornare a casa, anche perché la salute di mio padre non è buona e voglio passare più tempo con lui. Tempo che non tornerà più». Già lo so che c’è qualcuno là fuori che non vede l’ora di saltare nei suoi panni e frettolosamente affermare: «Anch’io se fossi stato calciatore e avessi avuto i suoi soldi, non avrei esitato un istante». A me piace credere che Kevin, al di là dell’essere calciatore o al di là di qualsiasi altro lavoro, avrebbe compiuto sempre e comunque la stessa scelta. Che poi scelta non è: penso che non esista un “piano A” o un “piano B”, uno stare o non stare accanto a un papà che ha bisogno di aiuto. Tutto il resto passa in secondo piano, anzi sarebbe fondamentale se tutto quel resto – fatto di relazioni, partner, lavoro, amicizie – comprendesse e facilitasse la decisione. Sabato 17 gennaio, Kampl è stato calorosamente salutato dai suoi tifosi per un’ultima volta: «Per quanto difficile sia per me questa decisione, alcune scelte di vita hanno la precedenza sul calcio. Mi sarebbe piaciuto giocare ancora davanti a voi. Non avrei mai immaginato che questo addio sarebbe stato così. Ma a volte la vita richiede priorità diverse, e sono in pace con questa decisione».