Idee
2 giugno come giornata di preghiera
Abbiamo appena celebrato il 2 giugno, festa nazionale, che quest’anno ricorda il settantacinquesimo anniversario della Repubblica Italiana. Di Mons. Paolo Doni
IdeeAbbiamo appena celebrato il 2 giugno, festa nazionale, che quest’anno ricorda il settantacinquesimo anniversario della Repubblica Italiana. Di Mons. Paolo Doni
Una festa forse un po’ meno vistosa e chiassosa rispetto agli altri anni; ma forse più intensa, più profonda di memorie, di testimonianza, di elenco di problemi aperti e prospettive per il futuro. Ho ammirato la saggezza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nelle parole e nei gesti significativi che ha comunicato: un moderno Mosè del popolo italiano.
Per noi cristiani e comunità cristiane la storia della Repubblica è stata anche, per molti versi, la storia di tanti cristiani e di comunità cristiane del nostro territorio. Tutto il percorso dei 75 anni è stato segnato nella costruzione della casa comune che è l’Italia nella sua forma democratica, da un numero incredibile di uomini, donne, giovani, preti, vescovi, associazioni e istituzioni, veri “artigiani” del bene comune che hanno capito e vissuto il nesso inscindibile tra la fede professata e celebrata e l’impegno sociale e politico. Alcuni – non pochi – sono diventati autentici martiri. E la storia continua!
Trovo una profonda sintonia tra questa nostra storia nazionale e locale con l’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco; specialmente nel capitolo quinto “La migliore politica” si parla di politica fatta di amore politico, di fraternità e amicizia sociale.
Mi viene in mente con intensità crescente quanto diceva mons. Giovanni Nervo, ideatore e realizzatore della Caritas, 50 anni fa
Perché non possiamo far diventare una festa civile nazionale come il 2 giugno una giornata di preghiera “Per la patria o per la società civile” come propone il nuovo messale? E non potrebbe diventare, questa, una buona occasione per proporre qualcosa che evidenzi, presso i cristiani e non solo, il nesso stretto tra l’essere cristiani ed essere cittadini della, nella e per la casa comune? Magari con particolare attenzione ai giovani, ai ragazzi … e non solo. Certamente le comunità cristiane, le associazioni e i movimenti non mancano di fantasia e di generosità per proposte adeguate e stimolanti.
di mons. Paolo Doni
Nel suo discorso ai cittadini della Repubblica, lo scorso 2 giugno il presidente Sergio Mattarella ha sottolineato: «Per celebrare la Repubblica dobbiamo partire da qui: dalle donne e dagli uomini della Costituente, dalla loro lungimiranza, dal coraggio con cui seppero cercare e trovare i punti di sintesi.
Cos’è la Repubblica? Sono i suoi principi fondativi. Le sue istituzioni. Le sue leggi, la sua organizzazione. Certo, è tutto questo. Ma a me sta oggi a cuore porre l’accento su ciò che viene prima. Quel che precede il significato, pur fondamentale, degli ordinamenti. Parlo della vita delle donne e degli uomini di questo nostro Paese. Dei loro valori, dei loro sentimenti. Del loro impegno quotidiano. Della loro laboriosità. Del contributo, grande o piccolo, che ciascuno di loro ha dato a questi decenni di storia comune. La Repubblica è, anzitutto, la storia degli italiani e della loro libertà».
Per il 75° anniversario della Repubblica italiana la cerimonia presieduta da Sergio Mattarella si è tenuta nel cortile d’onore del Quirinale per motivi di sicurezza sanitaria, senza la tradizionale parata lungo la via dei fori imperiali.