Chiesa
A quattro seminaristi della Diocesi di Padova – Matteo Bollotto, Daniele Cazzin, Matteo Conte, Matteo Melchiotti – il 19 gennaio, nella parrocchia di San Gregorio Barbarigo in Padova, è stato conferito, insieme a un seminarista della diocesi di Rijeka (Croazia), Filip Donadić, il ministero di lettorato per mano del vescovo Claudio
Dio continua sempre a parlare al suo popolo e il ministero del lettore vuole porre in evidenza proprio questo. «La realtà della Parola di Dio, così come ci è consegnata dalla Chiesa nella liturgia, nella preghiera personale e nell’azione missionaria e pastorale è fra i tesori più preziosi che Gesù risorto riserva ai suoi discepoli – sottolinea il rettore del “Seminario insieme”, don Aldo Martin – Sappiamo per esperienza diretta quanto sia assolutamente necessario alla comunicazione interpersonale il riuscire a parlarsi e intendersi. Anche Dio ha continuamente desiderato intrattenersi e dialogare con l’umanità: lo ha fatto lungo la storia del popolo eletto, lo ha fatto in maniera più alta possibile nella persona stessa di Gesù, continua a farlo oggi nell’animo del credente e nella vita delle comunità cristiane. La comunità del “Seminario insieme”, in cui alcuni giovani si preparano a diventare presbiteri, ha come perno centrale precisamente la Parola di Dio, meditata, pregata e celebrata».
Volge poi lo sguardo ai benefici che ha portato alla Chiesa e in particolar modo alla nuova comunità del “Seminario insieme”: «Il dono fatto a loro ritorna a vantaggio della Chiesa intera, quindi gli effetti spirituali di questa tappa significativa vissuta dai seminaristi si riverberano a beneficio anche di tutti gli altri membri del Seminario, alunni ed educatori compresi. La gratitudine, ovviamente, è alle stelle».
Matteo Melchiotti, originario dalla parrocchia di Lion e in servizio a Montagnana, ringraziando il Signore per il dono del lettorato, volge il suo pensiero riconoscente alla comunità «per aver ricevuto questo ministero in un tempo formativo nuovo costruito con i compagni del “Seminario insieme”. La loro preghiera e vicinanza, anche nei giorni che hanno preceduto la gioia di questo momento, e la fraternità vissuta in questi mesi e che ci sta formando per il futuro ministero ordinato a una Chiesa di relazioni anche extra-diocesane, è un dono che ritrovo nella Parola di Dio che mi è stata donata».
Matteo Bollotto, della parrocchia di Quero-Vas e in servizio a Mejaniga, ancora emozionato aggiunge come per lui questo ministero «è un’ulteriore conferma della Chiesa, perché essa ha lo sguardo sicuramente migliore del mio nel riconoscere in me quei doni particolari che – come dice il rito – sono chiamato a far fruttare per rendere testimonianza con la mia vita al nostro salvatore Gesù Cristo».
Fonte di gioia è aver condiviso questo passo anche con Filip Donadić, originario dalla Croazia ma da tre anni in formazione a Padova. «Il modo con cui ho vissuto questo ministero è stato un incoraggiamento e un aiuto per avvicinarmi sempre più alla Parola di Dio che, insieme alla vita sacramentale, mi assiste nel processo di conversione continua, cioè nel vivere concretamente la sua Parola nella realtà. Mi sprona a crescere ogni giorno nella conoscenza di Cristo per raggiungere quella santità alla quale sono chiamato dal sacramento del battesimo».