Chiesa
Si coglie un bell’entusiasmo nella voce di Loredana Terrassan, quando, insieme a un gruppo di comparrocchiane e al parroco don Luciano Danese, racconta il percorso “Prendersi cura della comunità cristiana”, proposto a Tencarola in tre incontri: 12 febbraio (“Una comunità fraterna”), 26 febbraio (“Una comunità unita nella diversità”) e 19 marzo (“Una comunità che vede e accompagna”). «Si tratta di iniziare qualcosa di nuovo – esordisce Terrassan – e questo, naturalmente, porta con sé un po’ di preoccupazione, ma anche tanta curiosità e voglia di intraprendere questo cammino».
L’iniziativa nasce sulla scia delle proposte diocesane per la sensibilizzazione ai ministeri battesimali, ma si nutre di un’arricchente creatività pastorale. «Ci siamo lasciati provocare dal Vangelo – spiega il parroco – che ci incoraggia: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20). Il Signore ci dice che è solo nell’ascolto e nel discernimento comune che possiamo dare allo Spirito la possibilità di agire e di far emergere quel nuovo di cui sentiamo l’esigenza». È per questo che gli incontri non avranno una guida nel senso tradizionale nel termine, ma utilizzeranno metodi profondamente sinodali: partendo dall’ascolto della Parola e accompagnati da alcune riflessioni teologiche e spirituali, i partecipanti costruiranno insieme l’incontro, dedicando il giusto tempo alla meditazione personale e alla condivisione in piccoli gruppi. «Il primo passo che ci sentiamo di compiere – motiva infatti Terassan – è proprio quello di ascoltarci e meditare insieme sul Vangelo, per riscoprire, nel condividere il discernimento, il senso profondo del nostro essere comunità cristiana. I primi incontri saranno per questo dedicati alla valorizzazione di una fede non individuale e solitaria, ma fraterna e partecipata, che ci permetta di accogliere l’altro in tutta la sua ricchezza, per lasciarci ispirare poi dalla prospettiva di una comunità capace, oltre che di valorizzare i propri carismi, anche di guardare all’esterno e di farsi prossima ai bisogni dei più poveri, nello stile di Gesù».