Gli studenti-fratelli gazawi, assieme a una delegazione dell’Istituto Barbarigo, sono stata invitati dal ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara per parlare del loro futuro
«È stato un incontro profondamente umano. Il ministro Giuseppe Valditara ha voluto ascoltare direttamente i ragazzi, dando loro tempo e attenzione. Li ha lasciati parlare, raccontare i loro desideri, la speranza che ripongono nella scuola come possibilità di ripartenza». Maria Pia Vallo, dirigente scolastica dell’Istituto Barbarigo è da poco rientrata da Roma. Il 22 gennaio era assieme a Rahaf, Mohamed e Raghad (i tre fratelli-studenti – la cui storia è stata raccontata sulla Difesa numero 42 del 2025 – ospitati nella canonica della parrocchia del Torresino e arrivati da Gaza City a Padova assieme ai genitori, un’altra sorella e due fratelli gemelli), a Loris, loro compagno di classe, alla mediatrice linguistica Neda Alzoubi e alla prof.ssa Giorgia Dianin, a comporre la delegazione dell’istituto padovano invitata, assieme ad altre realtà italiane, dal ministero dell’istruzione e del merito a Roma per parlare del loro futuro. Particolarmente significativo è stato, infatti, il passaggio legato agli studenti dell’ultimo anno del liceo e alle criticità burocratiche legate agli esami di Stato. «Da tempo – spiega Vallo – ci stavamo muovendo per chiedere indicazioni chiare su come procedere. Questo incontro ha mostrato un’attenzione concreta del ministero verso situazioni nuove e complesse». Per gli studenti la giornata si è conclusa con la visita al Palazzo di viale Trastevere, sede del ministero. «Tornare da Roma con i ragazzi sorridenti è stato il segno più bello di una scuola che sa accogliere e farsi carico dei percorsi di vita di ciascuno».