Fatti
“Per prevenzione, salute e ambiente ci vogliono le unghie!” è lo slogan dello studio che prevede la ricerca della presenza di tracce di 23 metalli nelle unghie degli alluci di circa duecento bambini in età scolare dai 6 ai 10 anni, abitanti nei quartieri padovani Stanga, Terranegra, Forcellini, Camin, Granze, Mortise, Arcella, Pontevigodarzere, Mandria, Armistizio, Voltabrusegana, Basso Isonzo e Brusegana.
«Dopo la campagna informativa svolta nei quartieri e nelle scuole primarie, siamo alla fase operativa, cioè la raccolta di frammenti delle unghie degli alluci, che vengono tagliate dai genitori in nostra presenza e con forbici fornite da noi – spiega Patrizia Corrà, presidente di Medici per l’ambiente Isde Padova, intervenuta in un appuntamento alla Casa di quartiere di Mortise lo scorso 28 gennaio – La concentrazione dei metalli nelle unghie non è indice di danno o di malattia, ma è indice di assorbimento e quindi di esposizione all’inquinamento atmosferico e l’elaborazione dei dati raccolti potrà consentire il confronto fra varie zone della città e far conoscere le situazioni di maggiore o relativamente minore inquinamento. Stiamo svolgendo la fase operativa del progetto, cioè la raccolta dei frammenti di unghie tagliati dai genitori, ma non abbiamo ancora raggiunto il numero ottimale di bambini, ce ne mancano circa 30, soprattutto delle aree di Mortise, Voltabrusegana, Brusegana, Armistizio, Mandria e Basso Isonzo».
I dati rilevati saranno aggregati per aree o macroaree e non saranno forniti ai singoli soggetti, quindi non sarà possibile fare deduzioni sul loro stato di salute perché non ci sono ancora metodologie standardizzate e i relativi valori di riferimento. L’elaborazione dei dati raccolti potrà consentire, però, il confronto fra varie zone della città, in relazione alle zone dove abitano i bambini e quindi a situazioni di maggiore o relativamente minore inquinamento ed essere studiati anche in riferimento ai dati di inquinamento atmosferico rilevati dal satellite e dalle centraline Arpav.
Le unghie verranno analizzate dal laboratorio accreditato EuroBioLab di Torino e per ogni campione saranno rilevate le concentrazioni di metalli come alluminio, antimonio, arsenico, bario, berillio, boro, cadmio, cobalto, cromo, ferro, manganese, mercurio, molibdeno, nichel, piombo, rame, selenio, tallio, torio, tungsteno, uranio, vanadio, zinco.
L’Isde ha già realizzato il progetto a Forlì nel 2017 e a Barletta nel 2020 dove in 366 campioni esaminati, rispetto ai controlli, sono state rilevate concentrazioni maggiori di nichel, cadmio, mercurio e arsenico nei bambini esposti e molto esposti alle emissioni di un cementificio.
Il progetto è autofinanziato e si basa sul lavoro dei medici Isde e di volontari opportunamente istruiti. La pubblicizzazione dei risultati, in forma collettiva e anonima, avverrà in assemblee e iniziative pubbliche, organizzate nei quartieri, nelle scuole interessate e, su richiesta, in altre iniziative.