Fatti
Una realtà che cammina unita. Il sindaco: «Il futuro si traccia attraverso i servizi all’infanzia, come la costruzione del nuovo asilo nido. Siamo un Comune attento all’ambiente. Il Santuario è il simbolo di Terrassa»
Nel cuore della Bassa Padovana, dove l’orizzonte si apre ampio e il ritmo della terra sembra ancora dettare i tempi del quotidiano, Terrassa Padovana si presenta come una comunità capace di trasformare le proprie radici in una risorsa per il domani. Con l’elezione nel 2024 del giovane sindaco Filippo Silvestri, 32 anni, il Comune sta vivendo una stagione di rinnovamento che cerca il punto di equilibrio tra la tutela delle origini contadine e una spinta decisa verso una realtà aperta, efficiente e moderna. «Due gli obiettivi su cui lavoriamo: lo sviluppo del territorio e il sostegno alla famiglia», afferma il primo cittadino. Ed aggiunge: «Siamo impegnati sulla prima variante al Piano degli interventi, con cui l’amministrazione punta a un deciso rilancio dell’edilizia privata, semplificando e dando nuove opportunità di crescita al tessuto urbano. Ma è sul fronte dei servizi all’infanzia che si tocca con mano il futuro: nella frazione di Arzercavalli è in corso la costruzione di un nuovo asilo nido, reso possibile da un finanziamento Pnrr di 480 mila euro». Un’opera che risponde ai bisogni concreti delle giovani coppie e che si affianca al costante sostegno economico (circa 19 mila euro annui) che il Comune garantisce alla scuola dell’infanzia paritaria Maria Immacolata, pilastro educativo della parrocchia di San Tommaso del capoluogo.
Buoni i rapporti con le due parrocchie del Comune: «Se a Terrassa il legame con la parrocchia si esprime nel patrocinio alla seconda edizione della “Piccola rassegna teatrale terrassana”, ad Arzercavalli la sinergia è viva nel sostegno ai centri estivi». Proprio ad Arzercavalli, nei prossimi mesi, prenderà vita la riqualificazione di uno spazio da anni inutilizzato, l’ex pista di pattinaggio, a disposizione dei ragazzi del patronato.
Sul fronte della salute e dell’ambiente Terrassa è stata riconosciuta Comunità attiva dalla Regione Veneto per alcune preziose pratiche quotidiane: dal gruppo di cammino del mercoledì sera all’inaugurazione del parco “Donatori di Sangue” attrezzato per la ginnastica all’aperto. La salute passa anche per lo sport, grazie alle associazioni che animano il campo sportivo di Arzercavalli e la palestra comunale, per la quale si sta progettando una riqualificazione energetica tramite il “Conto termico 3.0”. L’attenzione all’ambiente si declina poi con l’adesione alla Comunità energetica rinnovabile e con i “pomeriggi ecologici” organizzati con Plastic Free. Da sottolineare il coinvolgimento dei più piccoli nel Consiglio comune dei ragazzi.
Per il sindaco Filippo Silvestri «il cuore simbolico di Terrassa resta il santuario della Beata Vergine della Misericordia. Luogo di fede profonda, è anche la cornice dove l’amministrazione premia gli studenti meritevoli, unendo la benedizione della tradizione al talento del futuro. Questo luogo potrebbe rappresentare il punto di partenza ideale per un percorso turistico volto a far scoprire un territorio fatto di paesaggi rurali, tesori d’arte, grande tradizione». Conclude Silvestri: «Terrassa Padovana sceglie di camminare unita, con un movimento che parte dai passi dei cittadini e arriva alle scelte strategiche tra le mura del Municipio, trovando linfa sotto i profili delle tre chiese del territorio. La forza di questa comunità risiede proprio nella continua sinergia tra generazioni, istituzioni e parrocchie. Qui l’innovazione non cancella la memoria, ma le regala una nuova possibilità di futuro».
Il parroco: «Il Santuario sempre aperto mattina e sera è l’immagine più significativa e bella della nostra comunità. I laici, soprattutto i genitori, qui si sono messi in gioco»
«Il santuario sempre aperto dalla mattina alla sera è l’immagine forse più bella e significativa della nostra comunità».
Sono le parole con cui don Romolo Morello, parroco di Terrassa Padovana dal 2009 presenta la sua comunità, di cui ora è amministratore parrocchiale, con la quale collabora anche don Ivan Catanese che è pure vicario parrocchiale a Conselve e coordinatore presbitero della collaborazione pastorale Adige-Bacchiglione. Il santuario della Beata Vergine della Misericordia è un luogo caro non soltanto ai terrassani, ma anche a tante persone che vivono nel Conselvano e oltre. «Si trova lungo una strada di grande scorrimento e pensiamo debba essere un luogo aperto e accogliente dove poter vivere il sacramento della Riconciliazione. Capita abbastanza spesso di incontrare persone che vi si recano per pregare, o che hanno bisogno di essere ascoltate con calma e alle quali dedicare del tempo», aggiunge don Romolo.
Dopo la morte dell’ultimo rettore, don Francesco Resini, un paio di anni fa, è il parroco don Romolo, coadiuvato dal fratello don Remo, ma anche da don Ivan, a prendersi cura della vita del santuario dove si celebra messa ogni giorno della settimana e sono molto partecipate le due festive, una al mattino alle 9.30 e l’altra nel pomeriggio alle 17, sempre precedute dalla recita del rosario.
In questo periodo proprio nel Santuario sono in corso alcuni lavori di restauro e negli scorsi anni si è proceduto a realizzare il riscaldamento a pavimento, rinnovare l’impianto di illuminazione e a sistemare anche alcune opere d’arte interne. Negli ultimi dieci anni don Romolo, d’intesa con il Consiglio pastorale e quello degli Affari economici, con il sostegno della comunità parrocchiale, oltre che di alcuni contributi, ha rinnovato molte delle opere parrocchiali, dalla chiesa di San Tommaso, alla nuova scuola dell’infanzia Maria Immacolata, fino a una rivisitazione del centro parrocchiale, che mette a disposizione gli spazi anche per momenti ricreativi.
E anche il Circolo Noi si sta affermando come realtà importante della comunità: il bar che è accanto alla chiesa è un buon punto aggregativo al termine delle messe festive. «È nato da un gruppo di genitori che avevano i bambini alla materna, che una volta terminato il ciclo scolastico dei figli, si sono messi a disposizione della parrocchia con tante iniziative», sottolinea don Romolo. A fine gennaio è partita la rassegna teatrale che propone sei spettacoli all’insegna del buonumore con il patrocinio e la collaborazione del Comune con cui la parrocchia intrattiene proficui rapporti di collaborazione, mentre in estate c’è la festa delle famiglie e a Natale la “Babbo Run” finalizzata alla raccolta di fondi per associazioni benefiche. «E che i laici si siano messi in gioco è provato dal fatto che hanno accolto di buon grado che presidente del circolo sia un genitore e non più il parroco», sostiene don Romolo. Sul fronte della formazione e della catechesi don Morello spiega di «aver puntato sul coinvolgimento dei genitori insieme ai ragazzi fin dal mio arrivo, ma anche sull’aiuto della vicina parrocchia di Conselve. Siamo grati ai vicari che si sono succeduti nel tempo, don Francesco, don Nicolò e ora don Ivan Catanese». Quest’ultimo è ormai una presenza abituale in parrocchia e in Santuario: «Seguo il gruppo dei giovanissimi in particolare, ma anche il grest estivo che ha un buon riscontro di presenze – racconta don Ivan Catanese, che poi aggiunge – Una bella presenza la domenica mattina alla messa in parrocchia, tra i fedeli, è quella dei ragazzi della cooperativa Giovani e Amici che vivono in due appartamenti in Paese».