L’essenza dello sport: solo una palla e l’anima del gioco
A Prato della Valle un bambino gioca a basket senza canestro, allenando tiri immaginari: un’immagine semplice che racconta l’essenza più autentica dello sport, fatta di passione, fantasia e libertà
«Ciao ragazzi, sono Daniele Bettella e vi scrivo da Padova. Ho un negozio nella piazza principale della città, Prato della Valle, e tutti i giorni c’è un bimbo cinese (penso sia il figlio di un barista) che non ha un canestro per giocare, ma passa le ore a tirare ad un canestro immaginario. Simula anche azioni di gioco, crossover, penetrazioni, si allena a spezzare meglio il polso… Mi sembra un manifesto straordinario alla passione per il basket». Domenica 1° febbraio, osservando distrattamente qualche post su Facebook, ho riconosciuto, in un video un po’ sgranato, Prato della Valle. La pagina “La Giornata Tipo”, che racconta con entusiasmo ogni sfaccettatura del basket da quello amatoriale alle stelle Nba, ha ricevuto questo breve filmato con il messaggio che vi ho riportato. Un bambino, maglione rosso e pantaloni grigi, come grigia è la giornata in cui è stato ripreso, gioca da solo, in mezzo a una piazza distratta. Io di basket ci capisco poco, al più in passato l’appuntamento era con le Finals di Nba e la sveglia in piena notte, ma questo ragazzino dalle movenze ipnotiche mi ha stregato. Nella sua semplicità. Da qui potrebbe iniziare – e forse anche finire – qualsiasi discorso sul senso più profondo dello sport. Perché in quell’immagine, in quel bambino, senza canestro, in una delle piazze più grandi d’Europa, c’è l’essenza più pura fatta di immaginazione, divertimento, voglia. Mi ha ricordato uno spot pubblicitario della Converse: anno 2003, su un campo da basket, in un palazzetto vuoto, c’è solo una palla, mossa da una forza invisibile. Si vede la sfera arancione, si sentono i fischi delle scarpe sul parquet, mentre la voce del rapper Mos Def elogia le virtù più pure: «Prima dell’hype, prima delle schiacciate, prima dei soldi, prima della fama, prima che questo sport avesse un nome, c’era solo una palla e l’anima del gioco». La passione, quella autentica, è l’anima del gioco. Non chiede condizioni ideali. Ha le sembianze di un ragazzino con il maglione rosso e i pantaloni grigi. Non pretende strutture, non cerca alibi. È ostinata, a volte persino ingenua. Ma è proprio lì la sua forza.