Chiesa
“Certamente un bilancio positivo perché in 140 anni abbiamo mantenuto gli impegni e la mission che si era dato il nostro fondatore, Ernesto Schiaparelli e cioè quello di promuovere in patria un movimento per aiutare i religiosi italiani che vivevano allora in Egitto a servizio di quella popolazione”. Da qui è nata l’Associazione nazionale per soccorrere i missionari italiani (Ansmi) presente oggi con scuole, orfanotrofi, ospedali in diverse parti del mondo. Lo ha sottolineato il presidente dell’Associazione, Alessandro Leone che ha incontrato, nella sede di Roma, i media della Cei in occasione dell’anniversario.
Leone ha ricordato come il percorso sia stato “positivo” perché l’associazione, nonostante le difficoltà, è riuscita – ha detto parlando poi al SIR – a rispondere alle esigenze di quelle popolazioni soprattutto con nosocomi e assistenza scolastica sopperendo alle grandi carenze di quei paesi allora privi di qualunque spinta allo sviluppo”. Un impegno che continua ancora oggi, grazie alla presenza di numerose congregazioni religiose “ai quali sono affidate le varie strutture”, capaci di operare in territori segnati da instabilità politica e tensioni sociali.
Attualmente l’Ansmi sostiene cinque ospedali – in Siria, Israele, Giordania, Egitto e Marocco – oltre a sette scuole italiane in Turchia, Siria, Egitto e Israele, e a centri giovanili, santuari e case di accoglienza. “Questa è la dimostrazione che tuttora continuiamo a lavorare all’interno di questi territori aiutando le persone più fragili e più bisognose”.
Per il futuro, spiega Leone, l’obiettivo è “rafforzare i rapporti con la popolazione locale, coi governi locali in modo da garantire sempre la nostra attività”. Tra i progetti più significativi c’è la collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, grazie alla quale “i bambini, di qualsiasi etnia e religione, possono essere curati in centri specializzati per superare le loro difficoltà”.
La storia dell’Ansmi affonda le radici nell’esperienza di Ernesto Schiaparelli che negli anni Ottanta dell’Ottocento, durante un soggiorno a Luxor, rimase colpito dalla precarietà delle missioni italiane in Egitto. Da quella consapevolezza nacque l’idea di creare in Italia un sostegno stabile per i religiosi impegnati nei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. Nel gennaio 1886 prese forma un comitato provvisorio che, pochi mesi dopo, divenne ufficialmente l’Associazione.
Nel corso dei decenni l’Ansmi ha accompagnato anche le grandi migrazioni italiane, sostenendo comunità all’estero. Persone spesso prive di qualsiasi tutela, necessitavano di assistenza sanitaria e sociale e di mantenere i collegamenti con le loro famiglie. Anche a questa emergenza Schiaparelli non fu insensibile e, insieme a mons. Geremia Bonomelli, contribuì alla creazione dell’Opera di assistenza agli operai emigrati all’estero. Ascoltando poi le pressanti richieste di aiuto che provenivano da Oltreoceano, nei primi mesi del 1908 volle creare una nuova organizzazione assistenziale rivolta ai connazionali emigrati nelle Americhe. In breve sorsero strutture di accoglienza e appoggio per gli italiani, spesso sfruttati, a costituire una costola dell’Ansmi. Alla sua morte, nel 1928, le opere erano oltre duecento in una trentina di paesi. Le guerre e i mutamenti politici del Novecento ridussero drasticamente questo patrimonio, ma alcune strutture sono attive grazie alla stima delle popolazioni locali. Tra queste il Santuario sul Monte delle Beatitudini e gli ospedali italiani di Haifa, Amman, Kerak e Damasco.
Oggi l’associazione continua a operare in contesti complessi: “Siamo un ente dedito, fin dall’inizio, alla cura delle popolazioni più fragili, e soprattutto dei bambini”, ha detto Leone evidenziando la presenza in territori islamici e cristiani con opere che hanno una propria missione particolare, a “servizio del territorio”. Le opere dell’Ansmi sono riconosciute e rispettate “per l’umanità, la discrezione e la distanza dalla politica”, tiene a precisare il presidente dell’associazione. Accanto agli ospedali, scuole e centri educativi che favoriscono l’integrazione con bambini di varie etnie e religioni che crescono in una realtà di “accettazione reciproca”. E ancora al Monte delle Beatitudini un ospizio e un santuario destinato ad accogliere i pellegrini che si recavano in quella zona che comprende le rovine di Cafarnao, la chiesa del “Primato di Pietro” e quella della “Moltiplicazione dei pani e dei pesci” che “fortunatamente non è mai stato toccato” nonostante le guerre in corso. Oggi le sfide non mancano, soprattutto quelle economiche e legate al ricambio nelle congregazioni religiose. Ma l’Ansmi, forte della visione del suo fondatore, continua a rappresentare una presenza vitale per le popolazioni più vulnerabili.