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Matrimonio cristiano. Curare la cultura atea e materialista tra i cattolici
Caro direttore, chiedo scusa se mi permetto di scriverle su un tema che ritengo estremamente importante per tutta la società.
IdeeCaro direttore, chiedo scusa se mi permetto di scriverle su un tema che ritengo estremamente importante per tutta la società.
Si tratta della corretta concezione del matrimonio e della famiglia. Non sono uno storico. Non sono niente. Però ho letto che da sempre, presso tutti i popoli e tutte le religioni, il matrimonio ha sempre avuto una concezione sacra. Ricordo che nel passato, si celebravano qui da noi, tantissimi matrimoni specialmente nel periodo post-pasquale. Ricordo i cortei, a piedi, con la sposa davanti, (le auto erano molto rare) accompagnata dai genitori, fratelli, sorelle, parenti vari, amici, che attraversavano tutto il paese, diretti alla chiesa, dove attendeva lo sposo con i testimoni. Vi assicuro che era uno spettacolo ineguagliabile che attirava tutti, in particolare le donne giovani non sposate che aspiravano ardentemente al proprio matrimonio con l’uomo del cuore. Di questi cortei se ne vedevano anche tre o quattro tutti i sabati, sempre nel periodo post-Pasqua. La gente credeva nel matrimonio e lo viveva nel migliore dei modi, ovviamente con tutti i limiti umani e le difficoltà che da sempre, hanno accompagnato la vita delle persone. Oggi invece, pochissimi si sposano in chiesa. Tantissimi si associano senza regole, “finché dura”, cambiando partner a casaccio, con gravissimi danni per i figli. Non è possibile continuare in questa situazione. L’incontro uomo-donna nel matrimonio è troppo importante. Per gli sposi, per i figli e per tutta la società. L’indissolubilità dell’unione matrimoniale non deve essere messa in discussione. («Non divida l’uomo ciò che Dio ha unito» Christo dixit) L’attuale drammatica denatalità impone alle autorità religiose e politiche, di agire con la massima determinazione per un forte cambio di mentalità della cultura che ci pervade. Bisogna far capire, almeno a coloro che si dichiarano credenti, che l’amore fra i nubendi si realizza con la grazia di Dio. Amore che non è solo frutto del sentimento ma in tanti momenti della vita, matrimonio compreso, anche di sacrificio. (Cristo ci ha dato l’esempio, sopportando per amore di tutti gli uomini il massimo della sofferenza fisica e psichica che un essere umano può provare.) Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae, supplica i vescovi con queste parole: «A capo dei vostri sacerdoti, cooperatori del sacro ministero, e dei vostri fedeli, lavorate con ardore e senza sosta alla salvaguardia e alla santità del matrimonio, perché sia sempre più vissuto in tutta la sua pienezza umana e cristiana. Considerate questa missione come una delle vostre più urgenti responsabilità nel tempo presente». Dispiace constatarlo, ma oggi siamo in pieno paganesimo!! Non aggiungo altro; auspico che i vertici del mondo cristiano cattolico prendano coscienza della drammatica situazione e decidano, senza buonismi, di andare all’assalto della cultura atea e materialista che sta dominando anche il mondo cattolico. Va bene condannare i tanti mali che imperversano, ma prima di tutto è necessario curare i mali interni che ci stanno portando alla disfatta. Per quel niente che posso fare, prego per le gerarchie ecclesiastiche, dalle quali devono partire chiare direttive per tutto il mondo cristiano cattolico. Niente buonismi. Naturalmente sotto la guida del nostro fondatore Cristo e di sua madre Maria. Cordiali saluti.
Francesco Comero – Zanè (VI)