Idee
“In occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, ribadiamo con convinzione il nostro impegno a favore di una scuola sicura e serena, capace di accogliere, valorizzare e tutelare ogni studentessa e ogni studente”. Così il ministro Giuseppe Valditara il 7 febbraio scorso in occasione della Giornata che ormai si celebra da anni e mette sotto i riflettori un fenomeno inquietante e diffuso. Un fenomeno peraltro ben noto, che coinvolge studenti e famiglie, in generale il mondo giovanile, talvolta con esiti drammatici. Rispetto delle persone e delle regole, accoglienza delle diversità, responsabilità personale e collettiva sono temi che si legano strettamente all’attività di prevenzione affidata (anche) alle scuole. In questi giorni vale la pena di valorizzare un input particolarmente forte in relazione a questi argomenti: le Olimpiadi. Un fenomeno globale, entusiasmante, mediatico, in grado di dire molto anche al mondo della scuola e di stimolare la riflessione dei più giovani (e non solo) sui valori che possono/devono animare la convivenza. Sono tanti i messaggi che vengono dal grande evento sportivo di Milano-Cortina, un vero laboratorio di umanità nel quale si confrontano, gareggiano, cercano di eccellere donne e uomini di tutto il mondo. Gareggiano con quello spirito – olimpico, appunto – che richiama non tanto la dominanza della forza, quanto piuttosto l’eccellenza dell’impegno e della volontà. Un esempio su tutti(ma se ne potrebbero fare anche altri): la vittoria di Federica Brignone, oro olimpico dopo una storia terribile di infortunio che sembrava aver messo a repentaglio irrimediabilmente la sua carriera. Resistenza, impegno, dedizione totale e insieme rispetto per il proprio corpo oltre che fiducia in se stessa. Non c’è gioia più grande che riuscire in un’impresa nella quale si è messa tanta fatica, anche sofferenza fisica, consapevolezza delle difficoltà e nello stesso tempo tenacia, volontà di farcela. Quanto dice ai nostri studenti, che spesso scopriamo estremamente fragili, incapaci di accettare le sconfitte, i brutti voti. A volte chiusi in bolle fuori dalla realtà, aiutati dall’illusione del mondo virtuale. L’esempio olimpico richiama ad affrontare il mondo reale con fiducia, accompagnati sì, ma non paralizzati, dalla paura di sbagliare, consapevoli di dover andare avanti. E anche di accettare di perdere (anche in questo caso l’Olimpiade ha molto da dire). L’esempio olimpico dice anche che si vince insieme, di squadra. C’è il campione che eccelle, ma ci sono tante e tante persone che ne permettono il successo: preparatori, tecnici, amici, famiglia… Nessun campione si dice vincitore da sé. Riconosce i propri meriti, i propri sacrifici, ma ricorda sempre chi è stato con lui, vicino, accogliente, amico. E quando perde, sa rialzarsi: sempre con gli altri. E’ un’altra lezione per la scuola: si sta insieme, ha un valore enorme l’accoglienza, la cooperazione, l’apprezzamento delle diversità. E’ nelle aule scolastiche che si sperimenta tra l’altro la possibilità di avere relazioni significative, rapporti di aiuto reciproco, di amicizia vera. Anche questo – per tornare all’inizio – è un insegnamento forte contro quei fenomeni di prevaricazione e bullismo che tanto temiamo. Un insegnamento che aiuta a costruire comunità e persone capaci di rispetto e di valore.