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Edilizia e Restauri
Edilizia & Restauri 2026 #01

venerdì 20 Febbraio 2026

Carmine in Padova. Scoletta, nuova luce per valorizzarla

Sono terminati i restauri della spettacolare sala, raccontati da un volume pubblicato dalla parrocchia. Nuova anche l’illuminazione. Dai lavori è emerso un nuovo affresco
Emanuele Cenghiaro

Si è concluso nel 2025 il restauro di uno dei gioielli semisconosciuti dell’arte padovana: la scoletta cinquecentesca attigua alla basilica di Santa Maria del Carmine, a Padova. Che dal 1960 è basilica minore e lo scorso anno è stata meta di numerosi pellegrinaggi in quanto luogo giubilare. Con l’occasione la parrocchia ha promosso la pubblicazione di un volume storico artistico, La Scoletta di Santa Maria del Carmine in Padova, con contributi di Alessandra Pattanaro, Barbara Maria Savy, Elisa Bortolami e Giovanni Silvano dell’Università di Padova, don Giannandrea Di Donna, Mario Bortolami, Eugenio Rigoni e Guido Granara.

La basilica fu edificata a partire dal 1313 e officiata dai frati dell’ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo fino al 1810. La scoletta era in origine refettorio del convento, eretto probabilmente assieme al resto del complesso. È costituita da una navata rettangolare con soffitto ligneo e presbiterio sopraelevato di due gradini, e con volte a crociera, separato dalla navata da tre arcate su colonne. Nel 1492 divenne sede della Fraglia (confraternita) del Carmine, un’associazione di fedeli laici che la adattò alle sue esigenze, ad esempio ricavando una sacrestia e soprattutto facendo realizzare la decorazione, lo splendido ciclo di affreschi con le Storie della vita di Maria, di sant’Anna e Gioacchino, e della Vita di Gesù. A operarvi lungo il secolo 16° furono alcuni dei più importanti pittori padovani del tempo, tra cui Giulio Campagnola e il figlio adottivo Domenico, Girolamo Dal Santo e, più tardi, Stefano dall’Arzere; i nuovi approfondimenti hanno permesso di inserire tra i nomi anche quelli di Antonio Requesta detto “il Corona” e di Bartolomeo Montagna. Dal 1810 la scoletta fu utilizzata come battistero, e tale rimase fino al 1944: il bombardamento del 23 marzo di quell’anno ne danneggiò infatti gravemente il soffitto.

Il progetto di restauro, approvato dalla Soprintendenza nel 2022, era stato redatto a seguito di un visibile stato di degrado soprattutto degli affreschi del presbiterio. L’intervento, promosso dai parroci don Alberto Peloso prima e don Matteo Naletto poi, su progetto dell’architetto Mario Bortolami con la consulenza del restauratore Eugenio Rigoni, è consistito in una generale manutenzione che ha riguardato non solo le pareti affrescate, in particolare quelle del presbiterio, maggiormente compromesse dall’umidità di risalita, e lo zoccolo decorato, danneggiato da fessure e fratture, ma anche gli elementi lapidei (portali, cornici e davanzali delle finestre, colonne del presbiterio, lavabo della saletta d’ingresso), interessati da depositi superficiali di varia natura, i manufatti lignei quali portoni e finestre, le inferriate e le cancellate delle porte esterne in ferro.

La maggior parte delle decorazioni, già restaurate nel 1986-87, versavano in discrete condizioni e necessitavano solamente di un intervento di pulitura, ma quelle del presbiterio presentavano invece importanti fenomeni di degrado e disgregazione degli intonaci, fessurazioni e perdita della matrice pittorica. I lavori su di essi sono stati eseguiti in più fasi, a partire dal pre-consolidamento passando per l’asportazione dei depositi superficiali, e poi alla vera e propria pulitura, al consolidamento della pellicola pittorica e degli intonaci, alla stuccatura e protezione finale. Un analogo intervento ha riguardato le superfici lapidee e i manufatti lignei.

Il restauro degli affreschi del presbiterio ha consentito di riportare alla luce l’antico dipinto centrale, in corrispondenza dell’altare originario della Confraternita, la sacra conversazione Madonna in trono col Bambino, san Giovanni Battista, san Paolo e due fanciulle oranti attribuito a Bartolomeo Montagna.

Rilievo particolare riveste il nuovo sistema illuminotecnico, ad altissima resa cromatica e minimo ingombro visivo, realizzato con apparecchi a led iGuzzini in grado di esaltare la ricchezza cromatica e materica dell’apparato decorativo. Per la verifica illuminotecnica, la modellazione dello spazio virtuale e la renderizzazione degli effetti luminosi, ci si è avvalsi della collaborazione di un team specializzato in lighting design. Il sistema di gestione BLE (Bluetooth Low Energy) consente di regolare l’intensità luminosa di ogni singolo apparecchio e di creare scenari luminosi concordati, controllati da una pulsantiera wireless.

Obiettivo non secondario dei lavori era quello di rendere più accessibile il luogo, riconoscendogli l’alto valore artistico e storico che gli compete: per questo motivo l’accesso ora non è più da piazza Petrarca ma dalla porta ovest, con immissione dall’atrio del chiostro. L’ex sacrestia è stata dotata di un impianto di riscaldamento a pavimento ed è ora fruibile per incontri di piccoli gruppi.

I portali interni della chiesa avranno bussole trasparenti

Carmine – Il render delle nuove bussole.

La basilica del Carmine è un cantiere sempre aperto: sono ora in corso i restauri dei due portali laterali seicenteschi della controfacciata della chiesa. Realizzati intorno al 1681 e composti da pietra calcarea proveniente dalla Pedemontana veneta (“biancone”), i portali risultavano ricoperti da forti depositi polverulenti e dalla fuliggine delle candele, avendo un tono di colore molto alterato. Anche gli elementi lapidei del pavimento, in biancone dolomitico e rosso ammonitico, presentavano danni dovuti all’esposizione a umidità di risalita ed effetti di condensazione superficiale, sali e ampi depositi polverulenti. Erano presenti, altresì, incongrui passaggi di cavi elettrici.
Ciascun manufatto è formato da un portale modanato costituito da due piedritti e un architrave, con fasce sagomate secondo il medesimo profilo geometrico, affiancato da altri piedritti modanati sormontati da una trabeazione costituita dall’architrave, dal fregio e dalla cornice a dentelli, raccordati a essa da due modiglioni simmetrici a doppia voluta. Medesima modalità costitutiva della cornice a dentelli è stata utilizzata per la formazione del sovrastante timpano arcuato, spezzato in mezzeria per lasciar posto a un basamento che sorregge lo stemma dell’ordine dei Carmelitani. Da notare che i portali d’accesso alla adiacente Scoletta furono eseguiti con disegno compositivo molto simile e nello stesso periodo.
Le attuali bussole d’ingresso del 1958 con struttura lignea in abete, in scadenti condizioni di conservazione, erano ritenute incongrue sia per l’effettivo utilizzo sia perché ostacolavano la visibilità dei portali e degli altari laterali. Serviva tuttavia un manufatto con funzione di filtro per evitare l’ingresso in chiesa sia dei rumori della piazza sia delle polveri provenienti, e che mitigasse le temperature delle varie stagioni climatiche. Le nuove porte saranno fissate a una nuova imbotte, in acciaio brunito, e saranno costituite da due ante in vetro temperato.

Visitare un capolavoro del Cinquecento

Il ciclo di affreschi della scoletta del Carmine si può visitare il giovedì grazie ai volontari del Touring club di Padova. È possibile acquistare il volume storico-artistico.

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