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Edilizia e Restauri
Edilizia & Restauri 2026 #01

mercoledì 25 Febbraio 2026

Monterosso. L’antica barchessa è ora recuperata

La cooperativa sociale Idee verdi sta restaurando l’ottocentesco edificio di un ex annesso agricolo di villa Bembo
Emanuele Cenghiaro

Sta per concludersi un interessante intervento di restauro conservativo di parte di un complesso agricolo a Monterosso, in comune di Teolo, ai piedi dei Colli Euganei. Committente è la cooperativa sociale Idee Verdi di Selvazzano Dentro, che nel 2015 lo ha acquisito assieme ai 19 ettari tra vigneto e seminativo, oggi affidati alla gestione dell’azienda agricola nonché fattoria sociale “Il Brolo”.
Il complesso è composto da tre edifici rustici attigui tra loro – due presenti già nel catasto napoleonico del 1810 e il terzo attestato nel 1853 – che avevano funzione rispettivamente di residenza padronale, barchessa e stalla e che si possono ricollegare all’ambito agricolo della vicina villa Bembo-Monzino, cinquecentesca, detta “la Bembiana”. I tre edifici dal 2018 sono tutelati e sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza.
Il progetto di risanamento è inserito nel percorso di recupero e valorizzazione dell’intero complesso, che versava in stato di abbandono, intrapreso dalla cooperativa. Nel 2016 erano stati risanati e ristrutturati alcuni annessi rustici più recenti, ricavandone servizi per i dipendenti e una fattoria sociale con sale adatte ad attività di formazione. Nel 2018, con un secondo intervento, è stato realizzato un nuovo edificio sul lato ovest, adibito a bachicoltura e in futuro a cantina, ed erano state eliminate altre superfetazioni e pavimentazioni incongrue.
Il presente progetto rappresenta quindi l’ennesimo passo verso il completo recupero del complesso, a cui mancherebbe solo il restauro della parte abitativa. Oggetto dell’attuale intervento è infatti l’edificio centrale, leggermente più basso, ovvero la barchessa. La sua conformazione è quella tipica di immobili simili: è dotata di tre ampie aperture a portico, a curvatura ellittica e doppia altezza, che connotano la sua funzione rurale. L’arco centrale trova il suo corrispettivo nella facciata nord, individuando un collegamento passante verso la retrostante villa Bembiana. La copertura è a due falde asimmetriche, costituita da un sistema misto legno-laterizio, con trave di spina centrale poggiante sulle murature o sui pilastri. I solai intermedi sono in travi di calcestruzzo, oggetto di un intervento avvenuto nel 1965.
L’edificio, privo di dotazioni impiantistiche, non risultava utilizzabile e versava in mediocri condizioni di conservazione. La parte più compromessa era il tetto, che aveva subito crolli parziali a seguito di infiltrazioni di acque meteoriche che avevano determinato l’ammaloramento delle strutture lignee. L’intervento ha previsto il restauro conservativo dell’edificio mantenendo intatte le caratteristiche fisiche e funzionali originali, utilizzando materiali e tecniche costruttive tradizionali. Una volta completato il recupero, la barchessa avrà funzione di supporto alle attività della società agricola, della fattoria sociale e della cooperativa. Le parti chiuse al piano terra saranno destinate a sala degustazione e didattica, mentre il portico, prevedendo la possibilità di una chiusura vetrata, si presta a essere un’ampia sala per incontri ed eventi.
L’intervento è stato reso possibile anche grazie a un contributo a fondo perduto del Pnrr, che ha coperto quota parte dei circa 550 mila euro totali. I lavori sono eseguiti dalla ditta Borin di Arquà Petrarca, progettista e direttore dei lavori l’architetto Claudio Seno.

Una villa storica poco conosciuta

Villa Bembo-Monzino e il suo parco forse furono casa di campagna dell’illustre letterato Pietro Bembo. Nel 1918 vi ebbe sede l’ufficio stampa del Comando supremo dell’Esercito e vi fu redatto il celebre Bollettino finale della Grande guerra.

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