Sta per concludersi un interessante intervento di restauro conservativo di parte di un complesso agricolo a Monterosso, in comune di Teolo, ai piedi dei Colli Euganei. Committente è la cooperativa sociale Idee Verdi di Selvazzano Dentro, che nel 2015 lo ha acquisito assieme ai 19 ettari tra vigneto e seminativo, oggi affidati alla gestione dell’azienda agricola nonché fattoria sociale “Il Brolo”.
Il complesso è composto da tre edifici rustici attigui tra loro – due presenti già nel catasto napoleonico del 1810 e il terzo attestato nel 1853 – che avevano funzione rispettivamente di residenza padronale, barchessa e stalla e che si possono ricollegare all’ambito agricolo della vicina villa Bembo-Monzino, cinquecentesca, detta “la Bembiana”. I tre edifici dal 2018 sono tutelati e sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza.
Il progetto di risanamento è inserito nel percorso di recupero e valorizzazione dell’intero complesso, che versava in stato di abbandono, intrapreso dalla cooperativa. Nel 2016 erano stati risanati e ristrutturati alcuni annessi rustici più recenti, ricavandone servizi per i dipendenti e una fattoria sociale con sale adatte ad attività di formazione. Nel 2018, con un secondo intervento, è stato realizzato un nuovo edificio sul lato ovest, adibito a bachicoltura e in futuro a cantina, ed erano state eliminate altre superfetazioni e pavimentazioni incongrue.
Il presente progetto rappresenta quindi l’ennesimo passo verso il completo recupero del complesso, a cui mancherebbe solo il restauro della parte abitativa. Oggetto dell’attuale intervento è infatti l’edificio centrale, leggermente più basso, ovvero la barchessa. La sua conformazione è quella tipica di immobili simili: è dotata di tre ampie aperture a portico, a curvatura ellittica e doppia altezza, che connotano la sua funzione rurale. L’arco centrale trova il suo corrispettivo nella facciata nord, individuando un collegamento passante verso la retrostante villa Bembiana. La copertura è a due falde asimmetriche, costituita da un sistema misto legno-laterizio, con trave di spina centrale poggiante sulle murature o sui pilastri. I solai intermedi sono in travi di calcestruzzo, oggetto di un intervento avvenuto nel 1965.
L’edificio, privo di dotazioni impiantistiche, non risultava utilizzabile e versava in mediocri condizioni di conservazione. La parte più compromessa era il tetto, che aveva subito crolli parziali a seguito di infiltrazioni di acque meteoriche che avevano determinato l’ammaloramento delle strutture lignee. L’intervento ha previsto il restauro conservativo dell’edificio mantenendo intatte le caratteristiche fisiche e funzionali originali, utilizzando materiali e tecniche costruttive tradizionali. Una volta completato il recupero, la barchessa avrà funzione di supporto alle attività della società agricola, della fattoria sociale e della cooperativa. Le parti chiuse al piano terra saranno destinate a sala degustazione e didattica, mentre il portico, prevedendo la possibilità di una chiusura vetrata, si presta a essere un’ampia sala per incontri ed eventi.
L’intervento è stato reso possibile anche grazie a un contributo a fondo perduto del Pnrr, che ha coperto quota parte dei circa 550 mila euro totali. I lavori sono eseguiti dalla ditta Borin di Arquà Petrarca, progettista e direttore dei lavori l’architetto Claudio Seno.
Villa Bembo-Monzino e il suo parco forse furono casa di campagna dell’illustre letterato Pietro Bembo. Nel 1918 vi ebbe sede l’ufficio stampa del Comando supremo dell’Esercito e vi fu redatto il celebre Bollettino finale della Grande guerra.