Idee
Con quale cappotto si sarà presentato il ministro degli Esteri Tajani all’incontro del Board of Peace a Washington nei giorni scorsi?
Una domanda senza senso solo all’apparenza. Il riferimento infatti è a un altro viaggio in America, di un altro politico italiano – e che politico – dal quale è dipesa tutta la storia recente del nostro Paese, dal secondo dopoguerra a oggi: era il 1947 e Alcide De Gasperi volava Oltreoceano per convincere gli Usa a continuare (anzi ad aumentare) il loro sostegno per la ricostruzione di un’Italia uscita distrutta economicamente e moralmente dalla dittatura fascista e dalla seconda Guerra mondiale.
Oggi il contesto è del tutto mutato, siamo una delle economie più ricche del pianeta, il nostro livello di vita non è nemmeno paragonabile rispetto a quello di 79 anni fa, ma la posta in gioco del viaggio è ugualmente alta. La premier Giorgia Meloni, infatti, ha inviato il suo vice nella capitale degli Stati Uniti per la prima seduta del Tavolo della pace voluto da Donald Trump. L’Italia è un Paese osservatore, sostiene il Governo, assecondando così i dubbi che in molti hanno sul nuovo consesso internazionale trumpiano (altrimenti, immaginiamo, avremmo immediatamente aderito). E in effetti i distinguo e le perplessità non mancano. Nato per occuparsi di Gaza e di tutte le situazioni belliche presenti oggi nel pianeta, l’organismo targato Potus (President of the United States) appare come un surrogato del Consiglio di sicurezza dell’Onu, per il quale si è discusso invano e per decenni di una riforma necessaria. Pare quindi averti pensato direttamente Trump, che non ha mai nascosto il suo disprezzo per la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite. Il problema tuttavia è che, non solo l’ordine del giorno, ma anche singoli i membri del Tavolo sono cooptati direttamente dal presidente, che può escluderli arbitrariamente quando lo ritenga opportuno. A meno che il singolo Paese non acquisti un seggio permanente per la modica cifra di 1 miliardo di dollari durante il primo anno dal varo del tavolo. Trump di fatto è l’amministratore delegato della sua creatura, non ha mandati o scadenze, ma rimane in carica a piacimento, delegando il suo successore (a meno che i membri non lo sfiducino all’unanimità). Vista da questa angolatura, la nascita del Board assomiglia molto alla morte dell’Onu, e questo fatto, nella situazione di incertezza e di violenza diffusa su scala globale, appare un elemento assai rischioso.
L’America dunque continua a dimostrare una gestione delle vicende internazionali con il piglio imprenditoriale più che politico. Per questa ragione, le implicazioni di un’adesione al Tavolo (anche solo di fatto, visto che martedì scorso la Camera ha autorizzato il Governo a partecipare a tutte le successive attività) sono illimitate e potenzialmente assai pericolose. L’Italia deve assolutamente chiedere profonde modifiche a un organismo che si basa su una carta di 13 articoli e si muove nel solco della controversa risoluzione 2803 dello stesso Consiglio di Sicurezza. La grande domanda è: quale multilateralismo può generarsi in un contesto in cui c’è un solo uomo al comando e una sola nazione al di sopra di tutte le altre, del cui contributo alla soluzione dei conflitti dispone a piacimento?
Nel febbraio 1947, De Gasperi non aveva un cappotto per presentarsi al cospetto di Truman, il suo era troppo liso e in America era in corso un inverno gelido. Una prima leggenda dice che a prestagliene uno fu l’allora segretario della Dc Attilio Piccioni. Un articolo dell’Europeo, di Paolo Palma, sostiene invece che fossero stati due sottosegretari del Governo a fargliene fare uno apposta da un sarto di piazza Venezia. Sia come sia, De Gasperi volò nel Stati Uniti, non ottenne tutto ciò che chiedeva, ma riuscì a dimostrare tutta la dignità di un Paese in ginocchio, tracciando così la strada verso la rinascita italiana. Vedremo se anche il vicepresidente del Consiglio Tajani saprà fare altrettanto, perché il Tavolo della pace diventi davvero l’occasione per aprire una nuova stagione di multilateralismo e cooperazione.