Azione Cattolica. Come continuare a essere costruttori di comunità
Adulti e adultissimi. Tre appuntamenti tra febbraio e aprile, in altrettanti luoghi della Diocesi, costruiti così: visita culturale e spirituale e seconda parte formativa su «quanto preziosi possiamo essere nelle nostre comunità»
Si colora di alcune novità il tradizionale percorso che anche quest’anno l’Azione cattolica di Padova propone ai propri adultissimi. L’iniziativa, infatti, si svolgerà in tre sabati pomeriggio dei prossimi mesi, e toccherà alcuni luoghi particolarmente significativi della nostra diocesi – il 28 febbraio il santuario di Tessara, il 21 marzo la chiesetta del Carmine-sacello votivo Ca’ Mori di Este e il 18 aprile il Villaggio Sant’Antonio di Noventa Padovana – coinvolgendo non più solo gli adultissimi, ma anche gli adulti. Gli incontri quest’anno si svilupperanno in due momenti: un tempo di visita culturale e spirituale al luogo in cui si tengono e una seconda proposta formativa, guidata dalla Commissione adultissimi diocesana, dal titolo “Stare dove siamo, per essere ancora costruttori di comunità”. «L’idea di dividere l’esperienza in due parti – spiega Antonella Finesso, vicepresidente dell’Ac diocesana, responsabile, con Marco Zambon, del settore adulti – prende spunto da quanto vissuto in occasione del Giubileo degli adultissimi dello scorso ottobre, in cui la visita a un luogo particolarmente evocativo (in quell’occasione l’Opsa di Sarmeola) ha davvero impreziosito il successivo momento di formazione». Le attività proposte mireranno a stimolare i partecipanti su come riuscire a essere, oggi, perseveranti costruttori di comunità, nella Chiesa e nella società, accompagnati dal Vangelo della Trasfigurazione, che offre di vivere il cambiamento, pur nelle difficoltà e nelle fatiche del nostro tempo, come opportunità per valorizzare il bello che il nuovo porta con sé. «Mantenere il nostro impegno lì dove siamo, nei nostri territori e nelle nostre parrocchie, tra la nostra gente – conclude infatti la vicepresidente – significa per noi assumere la consapevolezza, anche oggi, nonostante le rapide trasformazioni che viviamo, di quanto prezioso possa essere ciascuno di noi, con le proprie possibilità e potenzialità, per la vita della nostre comunità».