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Dal Municipio al Campanile

mercoledì 25 Febbraio 2026

Dal Municipio al Campanile. Salcedo

Claudio Baccarin
Claudio Baccarin
collaboratore

Laddove tutti danno una mano. Il sindaco: «In un paese piccolo dobbiamo fare le cose essenziali. Siamo parte dell’Unione montana Astico, ma vediamo gli sviluppi futuri. Le associazioni sono la nostra vera forza»

È un cursus honorum di lunga data quello di Michele Carli, che veste la fascia tricolore di Salcedo – 997 abitanti, in provincia di Vicenza – dal giugno 2024. «Sì, ho cominciato come consigliere nel lontano 1995». Ma allora era sindaco Giovanni Antonio Gasparini. Primo cittadino dal 2004 al 2009, Carli aveva restituito lo “scettro” a Gasparini cinque anni dopo. Confermato nel 2014 e nel 2019 (con Carli vicesindaco), Gasparini ha dovuto fare un passo di lato nel gennaio 2024 in seguito allo scioglimento del consiglio. «La nostra è una vera civica, io non conosco le idee politiche dei miei consiglieri».
Ecco la fotografia di Salcedo scattata dal sindaco: «Il paese è piccolo, la gente è disponibile e condivide tradizioni genuine, la zona è tranquilla e accogliente, c’è un clima mite, ideale sia d’estate che d’inverno. Qui in passato ci si dedicava all’agricoltura, ora divenuta marginale. La maggior parte dei lavoratori sono pendolari che si recano nei centri industriali di Breganze, Fara, Lugo, percorrendo dai tre ai cinque chilometri, oppure a Colceresa, Sandrigo, Thiene, Marostica, che distano dai dieci ai quindici chilometri. L’età media della popolazione è di 50 anni, circa un quarto è oltre i 65».
Continua Carli: «In un paese di mille abitanti dobbiamo fare le cose essenziali e concrete. I fondi sono limitati. Ho una persona in ragioneria, una in segreteria, una in anagrafe, un operaio, poi dei tecnici per i lavori pubblici con impegno ridotto a 18 ore, e uno a otto ore per l’edilizia privata. Io sono pensionato, ho 74 anni, sono in municipio tutte le mattine e qualche pomeriggio. Cerco di arrangiarmi e di dare una mano al personale».
Se queste sono le premesse, Salcedo pensa a qualche fusione? «Facciamo parte dell’Unione montana Astico, con Breganze, Fara, Lugo, Calvene e Caltrano. Con la riforma del ministro Calderoli (legge 131 del settembre 2025, ndr) eravamo stati esclusi dall’elenco dei comuni montani, ma la Regione è riuscita a farci ripescare, cosa che non è avvenuta per Breganze e Fara Vicentino. Penso che in queste condizioni sarà difficile tenere unita l’unione, anche perché esiste un progetto per unire la nostra, l’Alto Astico e la Pasubio Piccole Dolomiti, fino a Monte di Malo, in un’unica unione. È ovvio che per noi o c’è una forte unione montana, oppure tutti i piccoli Comuni devono pensare a fondersi. I più piccoli sono anche i più esitanti perché hanno paura di perdere la loro identità. Credo che dalle fusioni possa trarre beneficio il lavoro dei dipendenti pubblici perché, se le normative cambiano in continuazione, un conto è affrontarle da soli e un altro con due o tre persone. Nessun partito ha il coraggio di imporre le fusioni dall’alto».
Su quali interventi si sta orientando Salcedo? «Il problema più sentito è la manutenzione delle strade per via delle frane. Adesso ci sono due grossi interventi, in via Legato e in via Marchi. In prospettiva, quest’anno o il prossimo, dobbiamo sistemare una frana in via Parodi. Però il difficile è avere la possibilità di partecipare ai bandi e avere le risorse per fare i progetti, che sono spesa corrente. Adesso, per esempio, c’è un bando, ma in parte dobbiamo rinunciare per il costo della progettazione».
Infine un plauso, va alle associazioni, in primis la Sant’Anna: «Sono la nostra forza. Quasi tutti i cittadini partecipano alle varie realtà, qualcuno è iscritto anche a due-tre associazioni. Con il loro contributo riusciamo a sostenere le attività».

Il parroco: «Il bello delle comunità non molto numerose è che tutti si conoscono e sono disponibili a offrire il loro impegno. La visita alle famiglie è un modo per sostenersi»

Il respiro di un’aria familiare

Verranno inaugurati nella prossima primavera i lavori di restauro dell’oratorio di Sant’Anna (datato 1877) e dell’adiacente chiesetta di San Valentino, posti sulla sommità del Colle. Ad annunciarlo è don Fabrizio Tessarolo, parroco di Salcedo, la cui chiesa è intitolata ai santi Quirico e Giulitta. Per l’intervento di restauro sono stati necessari quasi 200 mila euro, dei quali 150 mila stanziati dal Pnrr.
«La parrocchia di Salcedo – sottolinea don Tessarolo, che il prossimo 13 giugno festeggerà 45 anni di sacerdozio – fa parte della collaborazione di Collmonte, costituita da 12 parrocchie. Io sono parroco di Salcedo, di San Giorgio di Perlena e di Laverda e sono affiancato dal diacono Francesco Montemaggiore. All’impegno comune con le altre nove parrocchie della collaborazione si affianca una particolare sintonia fra le tre comunità. Con le presidenze dei consigli pastorali delle tre parrocchie ci ritroviamo periodicamente per programmare insieme alcune proposte pastorali: per l’Avvento e il tempo di Natale; per la Quaresima e per la Pasqua; per l’estate».
Il percorso che porta la comunità alla Pasqua fa riferimento alle proposte della Diocesi sulla “Quaresima missionaria”. «Abbiamo pensato di proporre anche tre incontri per sensibilizzare le comunità sui ministeri battesimali, approfondendo il tema “La comunità cristiana del futuro alla luce del Vangelo”. Gli incontri sono in programma venerdì 20 febbraio, venerdì 6 marzo e venerdì 20 marzo, alle 20.30, nel sotto canonica. La proposta è rivolta non solo ai vari gruppi, ma a tutta la comunità. Il cammino quaresimale sarà poi completato da altri due incontri aperti a tutte le parrocchie della collaborazione: una Lectio Divina e una Via crucis».
«La comunità cristiana di Salcedo – sottolinea don Tessarolo – non è molto popolosa, ma è molto vivace. Il bello delle comunità non molto numerose è il poter respirare un clima familiare: tutti si conoscono e molti sono disponibili a offrire il loro impegno sia nell’ambito civile che in quello ecclesiale per la catechesi, la liturgia e la carità. Un gruppo di catechisti e di educatori dell’Acr seguono la formazione dei ragazzi dell’iniziazione cristiana. Quest’anno, dopo l’esperienza del camposcuola estivo e del grest, è nato un gruppo di adolescenti, post terza media, che si ritrovano periodicamente assieme al gruppo di Fara».
Il coro parrocchiale anima le liturgie più importanti dell’anno. E in qualche occasione solenne la corale si allarga con la presenza di voci che provengono dai paesi confinanti. Un gruppo di ministri straordinari della comunione svolge il suo servizio non solo nelle celebrazioni liturgiche, ma anche andando nelle famiglie per portare la comunione agli anziani. Inoltre a Salcedo è nata la Caritas parrocchiale, che collabora con le Caritas di San Giorgio e di Laverda. Per l’Avvento è particolarmente impegnato il gruppo della “Ciara Stela”, formato da giovani e adulti, che è passato per le famiglie del paese e ha raccolto ben 2.658,70 euro, destinati al sostegno di opere caritative. Un altro appuntamento importante è rappresentato dalla visita annuale alle famiglie. «È un modo per incontrare tutti, per pregare insieme e per sostenerci nel cammino umano e di fede. L’accoglienza è quasi totale».
Quanto ai rapporti con l’amministrazione, il parroco testimonia che «con il Comune c’è una buona collaborazione, così come con i gruppi che animano il paese. Tutti si rendono disponibili, in particolare per la novena e per la festa di Sant’Anna».

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