Strade di fango, i riflessi del sole al tramonto sulle pozzanghere, l’odore di polvere e nafta sono la via di ingresso alle tende di Marjayoun, in Libano. Qui, a pochi chilometri dal confine israeliano e circondati da tensioni che non hanno mai smesso di agitare il “Paese dei Cedri”, vive quella che le Nazioni Unite chiama tecnicamente «generazione perduta», in una vallata il cui fascino è indiscutibile, tra montagne innevate, piccoli laghi e distese di pietre che sembrano la scenografia di pianeti inesplorati.Sono i figli della guerra civile siriana, bambini e bambine che rappresentano il fallimento della stabilità mediorientale. Girano...