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Prosegue il percorso di approfondimento promosso da UCID Padova sul tema dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni nel mondo del lavoro, nella società e nella riflessione etica. Venerdì 20 febbraio, alle ore 20.45, nella sede di Civitas Vitae OIC Mandria (via Toblino 53), si terrà l’incontro aperto al pubblico dal titolo «L’intelligenza artificiale nella pratica aziendale», dedicato in particolare al rapporto tra IA e piccole e medie imprese.
A introdurre la serata sarà il presidente UCID Padova, Guido Zanovello, mentre l’intervento principale sarà affidato all’ingegnere informatico Lorenzo Pinosa, specializzato in intelligenza artificiale, cui seguirà la testimonianza di Antonio Boccia, CEO di Aptiva. Le conclusioni saranno affidate a don Alberto Giacomello, consulente ecclesiastico UCID.
Dopo aver affrontato nei mesi scorsi soprattutto gli aspetti etici e antropologici della rivoluzione digitale, l’associazione intende ora concentrarsi sulle ricadute concrete dell’intelligenza artificiale nel tessuto produttivo, in particolare nel sistema delle PMI. Il tema si inserisce in un contesto segnato da forti aspettative ma anche da dati che invitano alla prudenza: secondo il recente rapporto del MIT «The GenAI divide», infatti, la grande maggioranza delle aziende che investono in IA non riesce a ottenere risultati concreti, segno che la differenza non è determinata soltanto dalla tecnologia, ma soprattutto dall’approccio con cui essa viene adottata.
L’intervento di Pinosa partirà proprio da questa prospettiva, proponendo l’idea dell’IA non come semplice strumento «plug-and-play», ma come un vero e proprio «apprendista digitale» capace di apprendere dal know-how aziendale. In questa logica, l’esperto umano non viene sostituito, ma assume il ruolo di guida che insegna, corregge e trasferisce le proprie competenze nei sistemi intelligenti, rendendo il patrimonio di conoscenze dell’impresa un asset strategico condiviso e durevole nel tempo.
Nel dibattito emergeranno anche le questioni legate alla proprietà dei dati, alla dipendenza dalle grandi piattaforme tecnologiche e alla prospettiva di modelli europei di intelligenza artificiale open source, considerati da molti una possibile strada per rafforzare l’autonomia tecnologica del continente.
«L’intelligenza artificiale è prima di tutto una “macchina statistica”, molto potente e pervasiva – osserva il presidente Zanovello –. Come altri strumenti innovativi può essere integrata efficacemente nelle attività professionali e imprenditoriali, ma occorre vigilare sui rischi legati alla velocità di diffusione delle applicazioni e alla carenza di controlli. L’importante è che l’uomo rimanga sempre al centro della filiera decisionale: “human in the loop”, per usare il linguaggio ormai dominante».
La serata si concluderà con una riflessione di don Alberto Giacomello, che richiamerà il magistero dei Papi recenti sulla responsabilità nell’uso delle tecnologie. «L’umanità possiede oggi strumenti d’inaudita potenza: può fare di questo mondo un giardino, o ridurlo a un ammasso di macerie», ricordava san Giovanni Paolo II. E papa Francesco, nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali 2024, ha posto una domanda decisiva: «Saremo in grado di operare come agenti responsabili capaci di usare questa tecnologia per promuovere una visione autentica della persona e della società?».
L’interrogativo che accompagnerà l’incontro padovano è dunque chiaro: l’intelligenza artificiale è uno strumento, ma il suo impatto dipende dalle scelte culturali, organizzative e morali con cui uomini e imprese decideranno di utilizzarla.