Fatti
Un punto che muove la classifica ma che lascia un po’ di amaro in bocca. È questo il responso che consegna la sfida contro il Bari: un pareggio che mantiene una diretta concorrente per la salvezza a debita distanza, ma che lascia il rammarico perché un’eventuale vittoria sarebbe stata oro e avrebbe fatto fare due balzi in avanti verso la salvezza alla squadra di Andreoletti. Il Padova – che prima della gara ha celebrato le cento presenze in biancoscudo dell’italoecuadoriano Kevin Varas – ha mostrato un carattere assai più propositivo rispetto ad alcune delle ultime uscite.

Di fronte ad oltre 7300 spettatori, il Padova scende con il 4-2-3-1 che a seconda dei momenti della partita si tramuta ad un 4-4-2, con Sorrentino tra i pali; Belli, Sgarbi, Perrotta e Barreca in difesa, Fusi e Harder in mediana, Capelli, Buonaiuto e Di Mariano alle spalle di Bortolussi. 3-4-2-1 invece per la squadra allenata da Longo con Cerofolini in porta; Cistana, Odenthal e Mantovani in difesa; Piscopo, Maggiore, Artioli e Dorval a centrocampo; Cavuoti e Rao a sostegno dell’ex Cittadella Moncini.
Primo tempo vibrante all’Euganeo, con il Padova che parte subito con personalità, muovendo il primo pallone della gara e cercando di sviluppare il gioco soprattutto sulla corsia sinistra. Dopo una fase iniziale di studio, al 9’ è il Bari a farsi vedere con un cross di Dorval per la testa di Moncini, che però non inquadra lo specchio della porta. La risposta biancoscudata è immediata e concreta: al 13’ il primo corner della partita diventa decisivo, con lo scambio corto tra Buonaiuto e Fusi e il cross del numero 92 che pesca Di Mariano, bravissimo a coordinarsi e a battere Cerofolini al volo per l’1-0. Il Padova insiste: al 16’ Di Mariano mette un pallone insidioso che attraversa tutta l’area, arrivando a Capelli, il quale prova a ribadire in porta, trovando una deviazione e conquistando solo un calcio d’angolo. Al 18’ Harder tenta la conclusione dall’interno dell’area, ma il pallone termina ampiamente fuori dallo specchio. L’occasione più grande arriva al 27’, con una doppia giocata di tacco illuminante, prima di Di Mariano e poi di Buonaiuto, Harder di testa innesca un’azione in velocità che porta Barreca a servire Bortolussi a tu per tu con Cerofolini; il portiere ospite, però, salva il risultato. Il Bari fatica a trovare spazi contro una difesa attenta, ma al 34’ va vicino al pareggio con Rao, che supera Belli e calcia di poco a lato. È solo il preludio al pareggio. Nel finale cresce la pressione pugliese, tra duelli e cartellini, e dopo due minuti di recupero arriva la beffa per il Padova: al 46’ Piscopo, su assist di Cavuoti, firma l’1-1 che manda le squadre negli spogliatoi in perfetta parità.
La ripresa si apre con grande intensità e con il Bari subito aggressivo: Fusi rimedia un cartellino giallo per un fallo tattico che interrompe una ripartenza ospite (salterà la prossima perché diffidato), preludio a una fase di pressione pugliese. Al 49’ Rao controlla in area e calcia forte di sinistro, ma il pallone termina alto; un minuto più tardi è ancora lui a conquistare un corner, sul quale Sorrentino blocca con sicurezza il colpo di testa di Odenthal. Gli ospiti insistono al 53’ con un altro calcio d’angolo conquistato da Dorval, mentre il Padova prova a rispondere al 57’, quando Piscopo stende Di Mariano e concede una punizione dai venticinque metri: al 58’ Buonaiuto disegna una traiettoria perfetta che si stampa sulla traversa, con Cerofolini battuto. La gara resta aperta: tra il 60’ e il 61’ il Padova guadagna due corner consecutivi, ma il Bari si difende e prova a ripartire, trovando in Harder un prezioso ripiegamento difensivo. Al 63’ i primi cambi, con Varas che rileva Capelli e De Pieri che prende il posto di Cavuoti. Un minuto dopo Di Mariano serve Barreca, il cui cross basso viene deviato in angolo da Cistana. Al 69’ dentro Caprari per Buonaiuto, e al 71’ ancora Padova pericoloso: Fusi innesca Di Mariano che calcia di prima dal limite, ma Cerofolini blocca anche grazie alla deviazione di Piscopo. Nel finale aumentano i duelli e cala la fluidità del gioco. Dopo un’interruzione per un problema a Rao, al 78’ il Bari opera un triplo cambio inserendo Cuni, Esteves e Traorè. All’82’ risponde il Padova con l’ingresso di Lasagna e Di Maggio per Bortolussi e Fusi. All’84’ Cerofolini vola sul tiro dalla distanza di Caprari e, sull’angolo successivo, è ancora decisivo sul colpo di testa di Lasagna. All’87’ è invece Sorrentino a compiere un intervento miracoloso sul colpo di testa di Cuni, con Sgarbi pronto a impedire la ribattuta. Dopo il giallo a Cuni al 90’ e quattro minuti di recupero, la sfida si avvia alla conclusione al termine di una ripresa combattuta e ricca di occasioni da entrambe le parti, ma che consegna alle due squadre un punto a testa.
A fine gara, l’analisi di mister Matteo Andreoletti non si nasconde dietro un dito riguardo al dispiacere principale della giornata: «La recriminazione più grossa in questo momento è quella di non aver vinto una partita che potevi chiudere nel primo tempo. Andare sul 2-0 avrebbe voluto dire dare, soprattutto dal punto di vista morale, una mazzata importante». A pesare sull’economia del match è stata la disattenzione costata il pari a un passo dall’intervallo: «In questo campionato non puoi permetterti una distrazione – ammonisce il tecnico –. Era praticamente nel minuto di recupero, su una punizione battuta a 60 metri non possiamo prendere gol. Dobbiamo sicuramente lavorare meglio perché, lo dico spesso, se dobbiamo prendere gol o se dobbiamo perdere le partite è perché gli avversari sono più bravi di noi, non perché concediamo occasioni su una punizione da 60 metri». Nonostante l’amaro in bocca, lo sguardo dell’allenatore resta lucido sul peso specifico del pareggio contro una diretta concorrente, difendendo l’atteggiamento dei suoi: «Quando giochi scontri diretti come questo devi cercare di fare tutto quello che hai in corpo, tutta la benzina che hai in corpo la devi lasciare in campo per cercare di vincere, ma la cosa più importante è non perdere. Credo che anche nel secondo tempo il Padova abbia provato a vincerla con tutte le sue forze». Andreoletti guarda quindi al bicchiere mezzo pieno, blindando il valore di un risultato comunque prezioso per la classifica: «Io penso che la prestazione sia stata gagliarda, abbiamo creato delle occasioni anche buone e credo che ci siano oggi più spunti positivi di quelli negativi. Un punto in questa categoria non lo dobbiamo mai buttare». Per la volata finale e l’imminente trittico di gare, la ricetta impone pragmatismo e concentrazione assoluta, a partire già dalla prossima sfida: «Noi dobbiamo stare veramente sul pezzo, non partita per partita ma allenamento per allenamento. Il percorso è ancora lungo, questo è il modo di affrontare le prossime partite con i piedi per terra, e credo possa essere la strada giusta per raggiungere quello che è il nostro obiettivo finale che abbiamo ben chiaro in testa».
Anche Francesco Di Mariano (autore del gol per il Padova), interviene dopo il pareggio contro il Bari, soffermandosi soprattutto sulla risposta mentale mostrata dal Padova nei momenti più complicati della gara. «Eravamo arrivati a questa partita sapendo che il Bari poteva creare difficoltà nel loro momento delicato — spiega l’esterno biancoscudato — invece siamo stati bravi a fare subito la partita». A pesare, però, sono stati ancora una volta gli episodi, a partire dal gol incassato a ridosso dell’intervallo: «Quando prendi una rete a due minuti dalla fine del primo tempo può succedere che ti tagli le gambe e mentalmente ti penalizzi, affrontando poi un secondo tempo in maniera disastrosa. Invece siamo stati lucidi, abbiamo continuato a giocare e a cercare di ricreare occasioni». Di Mariano sottolinea come nella ripresa gli ospiti abbiano provato soprattutto a colpire in ripartenza, approfittando degli errori dei padroni di casa, mentre il Padova ha continuato a spingere sugli esterni. «Loro hanno giocato molto sulle ripartenze e sugli errori nostri, ma noi siamo arrivati tantissime volte sul fondo a creare le giocate», aggiunge, evidenziando l’atteggiamento della squadra anche dopo l’1-1. Un segnale importante in vista del finale di stagione: «La cosa più importante è rimanere lucidi perché il campionato è ancora lungo e le ultime sette-otto partite saranno fondamentali. Nel girone di ritorno vengono sempre fuori i valori di ogni squadra».
Prossimo appuntamento a Modena sabato 28 sempre alle 15, in una trasferta che si prospetta di fuoco, sempre con l’obiettivo salvezza.