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Associazione Agronomi e forestali senza frontiere. Diritti e sviluppo rurale
L’associazione Agronomi e forestali senza frontiere promuove il diritto al cibo, all’acqua e allo sviluppo offrendo competenze nei Paesi poveri
MosaicoL’associazione Agronomi e forestali senza frontiere promuove il diritto al cibo, all’acqua e allo sviluppo offrendo competenze nei Paesi poveri
La sostenibilità agroalimentare è strettamente congiunta al presente e al futuro del nostro pianeta, specialmente in aree rurali povere e sottosviluppate, travolte da cambiamenti climatici, conflitti e catastrofi umanitarie. L’associazione Agronomi e forestali senza frontiere (Afsf) di Legnaro si spende – anche adesso seppur con ovvie limitazioni imposte dalla pandemia – per sostenere lo sviluppo rurale nei Paesi poveri, territori in cui i diritti fondamentali, come quello al cibo e all’acqua, non vengono spesso riconosciuti né tantomeno garantiti.
«Ci avvaliamo di persone con competenze tecniche e non, che in maniera totalmente volontaristica, sostengono i nostri progetti e le attività – spiega Maria Elda Muzzani, vice presidente dell’associazione – Lavoriamo sinergicamente con molte associazioni locali in Africa, Palestina, nei Balcani che ci chiedono un contributo di carattere agronomico, ma non solo, per catalizzare il processo di recupero di alcune piccole comunità rurali».
Le iniziative di Afsf sono molteplici e hanno visto lavorare negli anni i volontari in diverse aree geografiche come Kenya, Congo, Bosnia Erzegovina. In particolare quest’ultima missione, dal nome “Seminando il ritorno” e avviata nel 2013 nel villaggio musulmano di Osmače vicino alla tristemente nota Srebrenica, è stata insignita del premio internazionale “Carlo Scarpa per il giardino” nel 2014 sotto il patrocinio della Fondazione Benetton. «I lavori in Bosnia – continua Muzzani – sono stati preceduti da uno studio mirato su quali fossero le antiche pratiche agricole della zona e, quindi, la coltivazione del grano saraceno, che abbiamo avviato, ha mantenuto il trait d’union con la tradizione agraria autoctona perché stravolgere completamente gli usi e costumi locali avrebbe significato violare l’identità storica locale. È stato interessante “seminare il ritorno” sia delle persone che hanno ripopolato quelle aree così violentemente scosse da decenni di conflitti, ma anche dell’antica coltura». L’intervento ha incentivato il rientro dei rifugiati nelle loro terre e la convivenza multietnica per mezzo di pratiche agricole produttive replicabili in altre località.
Ma il campo d’azione di Afsf non è solo all’estero: “Gasparorto – orto urbano a Padova” è un progetto che mira a risollevare dal degrado la zona tra la stazione e piazza Gasparotto. «Quest’anno poi abbiamo creato una sinergia tra Afsf e l’associazione di Selvazzano Dentro Artisti a progetto, vincitrice di alcuni fondi regionali, e abbiamo dato vita all’iniziativa “Siamo un giardino” aperta agli studenti della facoltà di Agraria che vede coinvolte altre realtà come l’Auser e l’associazione Tumaini, ma anche il liceo scientifico Curiel e l’artistico Modigliani».
Raul Rizzato
La onlus Agronomi e forestali senza frontiere è nata nel 2000 per opera del prof. Davide Pettenella all’interno della Facoltà di agraria dell’Università di Padova dove tutt’oggi ha sede nel campus universitario di Agripolis a Legnaro. L’obiettivo è la promozione dei diritti umani come il diritto al cibo, all’acqua, alla terra e alla cultura e il miglioramento della qualità della vita. Nei suoi progetti coinvolge anche studenti di Agraria e non, inserendoli nelle varie attività con il fine poi di redigere una tesi di laurea o di dottorato.