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Csv Padova. Con la pandemia donazioni rallentate
Anche se le realtà non profit hanno saputo elaborare nuovi sistemi di raccolta grazie agli strumenti digitali
MosaicoAnche se le realtà non profit hanno saputo elaborare nuovi sistemi di raccolta grazie agli strumenti digitali
Nell’ambito degli eventi organizzati in occasione del 4 ottobre, Giorno del dono 2021, l’Istituto italiano donazione ha presentato i dati della 19a indagine sull’andamento delle raccolte fondi degli enti non profit in Italia e del quarto rapporto “Noi doniamo” sulla propensione degli italiani a donare. Ciò che emerge è una fotografia chiara e precisa di questi ultimi due anni, in cui il terzo settore ha dato una grande prova di tenuta, investito nell’innovazione e creduto nel cambiamento, modificato e sperimentato nuove modalità di raccolta fondi e di comunicazione, coinvolto beneficiari e volontari attraverso nuove forme di donazione. Gli italiani si dimostrano generosi, ma donano soprattutto in occasione delle emergenze: le donazioni alle organizzazioni non profit sono passate dal 26 per cento del 2019 al 21 per cento nel 2020, una diminuzione dovuta prevalentemente alla destinazione di risorse dalle organizzazioni all’emergenza sanitaria. Un altro dato interessante evidenza che un un italiano su quattro ha dichiarato di aver comunque continuato a donare per le stesse associazioni a cui donava prima, con importi invariati. Dal punto di vista dei bilanci delle organizzazioni, su un campione di 400 organizzazioni, l’impatto della pandemia è stato pesantissimo. Nel 2020 il 53,2 per cento delle organizzazioni rispondenti ha dichiarato entrate in calo rispetto all’anno precedente: il 54,5 per cento delle organizzazioni non profit ha visto calare le raccolte fondi da privati, in particolare dal canale delle persone fisiche – il 48,9 per cento delle realtà denuncia un calo – mentre hanno tenuto meglio le aziende, sebbene diminuite secondo il 36 per cento delle organizzazioni del terzo settore. Le fondazioni di erogazione hanno, invece, continuato l’attività erogativa in modo costante e per il 26 per cento delle associazioni è stata una voce in crescita. Uno dei dati più rilevanti è che il 2020 è stato senza dubbio l’anno del boom per le raccolte fondi attraverso strumenti digitali: emerge come elemento positivo il fatto che per un 28,4 per cento di organizzazioni le donazioni online (arrivate attraverso campagne di crowdfunding, pagine web donative e sistemi di donazione online) sono aumentate. Nell’anno della pandemia è scesa lievemente anche la percentuale di italiani che si sono dedicati al volontariato: dal 13 al 12 per cento, con un 9,2 per cento che è impegnato all’interno di associazioni.
Da questo punto di vista il terzo settore non ha subito variazioni importanti e anzi ha dimostrato una grande capacità di tenuta, riuscendo a cogliere le sollecitazioni a nuove forme di partecipazione e realizzare nuove risposte ai nuovi bisogni. Qual è, quindi, la sfida per il futuro che emerge da queste indagini? Sicuramente quella di lavorare per allargare la platea dei donatori, coltivarne di nuovi, promuovere la cultura del dono e della partecipazione attiva anche tra le nuove generazioni.
L’esperienza positiva di Giorgia Greggio che ha ricevuto in dono il cofanetto “Va’ buono!”
Giorgia Greggio ha ricevuto in regalo dai genitori il cofanetto solidale “Va’ buono!” lo scorso Natale e ha usufruito della sua esperienza di volontariato a fine giugno 2021. La proposta includeva la possibilità di fare cinque giornate di volontariato all’interno di un’associazione tra quelle aderenti e con grande entusiasmo dopo aver ricevuto il regalo Giorgia ha iniziato subito a sbirciare una possibile meta. «Fin dall’inizio sono rimasta colpita dall’associazione “Noi e il cancro – Volontà di vivere” poiché portatrice di principi e iniziative davvero interessanti e utili alla comunità. Questa associazione, infatti, si occupa di assistere pazienti oncologici e i loro familiari durante la malattia e anche dopo la guarigione proprio come una seconda famiglia, offrendo una moltitudine di attività tra cui il linfodrenaggio, la ginnastica dolce, gli incontri con la psicologa e la messa a disposizione di una sede molto accogliente dove trovare persone con lo stesso vissuto capaci di comprenderti e rassicurarti». Dopo una prima conversazione conoscitiva, Giorgia ha avviato l’attività di volontariato con la quale ha conosciuto le volontarie, le ha affiancate nella comunicazione social e ha aiutato nell’organizzazione dell’assemblea annuale dei soci. «La mia settimana all’interno dell’associazione è volata e nel mentre scrivo queste righe, rivivo tutte le emozioni e sensazioni provate all’interno di questa grande famiglia. C’è solo una parola da dire, Grazie! Grazie per questi cinque giorni passati assieme e grazie all’associazione per l’ospitalità e la disponibilità che dal primo momento mi ha dimostrato. Sono sicura che non si tratta di un addio, ma soltanto di un arrivederci».