Chiesa
Furono le parole di padre Lorenzo Cupperi, nell’estate 2024, i primi piccoli mattoni del ponte di solidarietà che oggi attraversa l’oceano Atlantico e congiunge Saccolongo a Lima. Grazie infatti al racconto della sua esperienza missionaria presso l’orfanotrofio della capitale peruviana, che oggi ospita più di cento bambini rimasti soli o in gravi difficoltà, la parrocchia decise allora di destinare una parte dei proventi della festa della comunità a Operazione Mato Grosso, il movimento di volontariato missionario in America Latina, che gestisce alcune delle attività presso il Puericultorio di Lima. Da quell’estate la relazione tra la comunità e l’Operazione Mato Grosso non si è mai interrotta e anzi si è rafforzata nel tempo: le testimonianze dei missionari padre Alessandro Valenti e padre Giovanni Refosco, e del parrocchiano Italo Vettori, hanno infatti permesso ai parrocchiani di conoscere non solo le attività e le iniziative del movimento, ma anche le storie delle persone che ne fanno parte e di coloro che ne ricevono gli aiuti. «I loro racconti – spiega don Simone Milani, parroco di Saccolongo – non potevano lasciarci indifferenti, e così abbiamo fatto nostro, grazie ai volontari di Operazione Mato Grosso, lo stile del cofondatore padre Ugo De Censi: poche “chiacchiere”, ma tanta preghiera e servizio per amore dei poveri. E perciò, nel corso dei mesi, il nostro sostegno alla ristrutturazione e alle attività del puericulturio ha visto affiancarsi, alle donazioni, anche il coinvolgimento in prima persona di alcuni parrocchiani, in particolar modo in un viaggio di visita all’orfanotrofio e ad altre realtà del movimento in Perù, a cui ha partecipato, nel settembre 2025, la presidenza del consiglio pastorale».
Lì si è potuta sperimentare la concretezza del servizio missionario, svolgendo alcuni lavori di manutenzione e di ristrutturazione, oltre a condividere con i giovani abitanti dell’istituto alcuni preziosi momenti di vita quotidiana: il gioco, la mensa, la preghiera, le attività scolastiche. «Ciò che abbiamo vissuto in Perù – ricorda Chiara Pedron, tra i partecipanti al viaggio – ci ha davvero toccato il cuore e non potremo mai dimenticare i bambini e i volontari conosciuti lì, e le intere famiglie italiane che hanno deciso di mettere la propria vita a servizio dei poveri e degli emarginati, lasciando tutto ciò che avevano per donarsi al prossimo. Conoscere la loro realtà ci ha fatto comprendere quanto possano essere significativi i piccoli atti di carità che come parrocchia compiamo: le raccolte fondi, l’invio di materiale scolastico o le adozioni a distanza. Ma mi ha fatto anche realizzare la grande importanza che acquisiscono nelle nostre vite la vicinanza umana e l’attenzione alle persone, sia a quelle che abbiamo a fianco sia a quelle che vivono più distanti».
D’altro canto, la carità che la parrocchia di Saccolongo desidera vivere va ben al di là del sostegno economico, e vuole essere un’esperienza profonda, totalizzante e per tutti, in modo che ciascuno, a seconda delle proprie possibilità e anche indipendentemente dalla propria età, possa davvero vivere la bellezza del donarsi all’altro. «Per questo motivo – spiega Nicola Marangon, vicepresidente del consiglio pastorale parrocchiale – quest’anno anche i bambini della catechesi e dell’Acr sono stati coinvolti nei progetti di sostegno al puericultorio, tramite l’iniziativa “Un mattone per Lima”, nella quale i catechisti hanno costruito dei mattoni di carta con le foto dei bambini dell’orfanotrofio in Perù e hanno invitato i ragazzi a conservare lì, in questo tempo di Quaresima, alcuni risparmi da destinare, dopo Pasqua, all’istituto. E c’è ora anche la speranza di poter mettere in contatto, anche solo virtuale, i nostri bambini con quelli di Lima, per permettere anche a loro di vivere un’esperienza autentica di carità e di incontro intimo e personale con il prossimo».