Rivale-Mellaredo e Vigonovo. Due catechisti con lo sguardo rivolto a Gesù
Le testimonianze di Nello Gottardo e Simonetta Mescalchin raccontano la gioia e le fatiche dell’impegno educativo nelle parrocchie: tra preghiera, formazione e ascolto della Parola cresce la fiducia nel cammino della Chiesa.
La motivazione a seguire un gruppo di ragazzi viene dall’essere innamorati di Gesù e dal desiderio di testimoniare questo amore così… intrigante – racconta Nello Gottardo della parrocchia di Rivale, che cammina con Mellaredo – Per questo la nostra vita spirituale ha bisogno di aiuto. La sua cura diventa un imperativo. Fatico a ricavarmi momenti di cura e approfitto di proposte suggerite dalla parrocchia, dalla Diocesi, dall’Azione cattolica e da altre realtà come Casa Madonnina o Villa Immacolata. Mi avvicino da affamato. Mi ritrovo fruitore di conferenze online, oppure di incontri sui temi affini alla fame spirituale. C’è sempre un Dio che ci viene incontro attraverso le cose del mondo, gli altri che incontro, gli avvenimenti che accadono, la cultura e la conoscenza, senza pregiudizi». «Mi rimane la mezz’oretta prima che arrivino i ragazzi – sottolinea Gottardo – e prego per raccontare bene Gesù, per riuscire a vedere il Gesù che viene fuori dalla loro innocenza». Simonetta Mescalchin della parrocchia di Vigonovo si racconta così: «Quando mi hanno proposto di fare la catechista, non avevo esperienza. Mi è stato chiesto di farlo da mamma che ha cura delle figlie. Le paure sono state attenuate da incontri, esperienze con altri catechisti, formazione e preghiera. Aggiungo la Parola che il Vangelo suggeriva e sembrava che mi dicesse come impostare gli incontri. Mi mostrava qualcosa di nuovo per i ragazzi ed era, ed è tuttora, un arricchimento personale. Guardo con fiducia al futuro di questa Chiesa che ci invita a essere tutti protagonisti, ognuno, come dice San Paolo, con i propri carismi». E ancora: «Le proposte nelle nostre parrocchie, le offerte diocesane sono tante. C’è un grande bisogno di ascoltarci e raccontarci. Troviamo il coraggio di lasciare qualcosa per seguire il Maestro verso una strada che non conosciamo, ma che può essere piena di nuova luce».