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Medici in strada. Il camper che avvicina la salute
Medici in strada. Circa sessanta professionisti volontari (medici, infermieri e psicologi) offrono prestazioni e prevenzione soprattutto ai più fragili in città
MosaicoMedici in strada. Circa sessanta professionisti volontari (medici, infermieri e psicologi) offrono prestazioni e prevenzione soprattutto ai più fragili in città
Sono medici, sono volontari e si prendono cura di chi ha bisogno, anche nelle emergenze. Una sessantina di medici volontari dà il suo contributo nell’associazione “Medici in strada”, un impegno prezioso che in questo ultimo anno li ha visti lavorare nelle operazioni di vaccinazione anti Covid 19 all’ex ospedale militare di Padova al fianco del Dipartimento di Medicina militare legale e in seminario minore a Rubano con il Cuamm. All’inizio i medici volontari erano un piccolo gruppetto, poi il tam tam ne ha coinvolti molti altri, tra cui anche infermieri e psicologi. L’associazione Medici in strada, nata per volontà di Carmelo Lo Bello nel 2017, ha l’obiettivo di fornire informazioni mediche alle persone in difficoltà che trascurano la propria salute. Per raggiungere chi ha bisogno i professionisti si spostano in camper, si fermano nei luoghi più frequentati della città e offrono i primi controlli a chi difficilmente si rivolge ai sanitari e, se è il caso, si attivano per garantire gratuitamente le cure necessarie. Ora che la domanda di vaccini sta scemando e i Medici in strada erano già pronti a risalire sul loro camper, invece si è tornati a Rubano per dare una mano ai bambini ucraini che hanno bisogno di cure fisiche e psicologiche. A fianco della Caritas i volontari stanno fornendo materiale sanitario e assistenza.
«Ho iniziato la mia esperienza da volontario offrendo visite gratuite nel camper – racconta Maurizio Sinigaglia, medico in pensione, uno dei fondatori dell’associazione – ma non credevo ci fosse un bisogno importante, invece c’era la fila di gente che voleva farsi visitare. Poi la pandemia ha cambiato il nostro mondo e ci siamo attivati per aiutare con le vaccinazioni».
«Il bello, quando fai il volontario – spiega Cecilia Marchesin, che abita a Montagnana, esercita a Verona ed è diventata volontaria proprio per aiutare a vaccinare – è che puoi prenderti il tuo tempo e, quindi, hai la possibilità di aver cura dei titubanti. Parli con chi ha paura del vaccino e scopri che ha problemi di altra natura e, soprattutto, che ha bisogno di raccontarsi». Per informazioni: pagina Facebook dell’associazione.
Medici in strada è parte del team del progetto Unità di strada per la prevenzione e il monitoraggio dei comportamenti a rischio tra i consumatori di sostanze psicoattive legali e illegali con Cosep, Croce Rossa e Avvocati di strada. Oltre che nella sua attività di prevenzione e se necessario di indirizzo alla cura offerta alla cittadinanza, l’associazione è impegnata nell’offrire sollievo ai senza dimora assicurando quando è possibile un posto dove trascorrere la notte, soprattutto alle donne, grazie a una convenzione con Casa a colori. Tra i medici volontari dell’associazione – alcuni in pensione, altri ancora in attività – ci sono anche odontoiatri, psicologi e infermieri oltre a una ventina di altri volontari indispensabili per realizzare i progetti dell’associazione.