Mosaico
Altopiano di Asiago. Le cascate del Pach rendono unico Rotzo
Il percorso parte da Rotzo e si spinge fino alle Cenge che separano l’abitato dalla Val d’Assa
MosaicoIl percorso parte da Rotzo e si spinge fino alle Cenge che separano l’abitato dalla Val d’Assa
Come tutti gli altri Comuni altopianesi, anche Rotzo presenta un forte carsismo che non permette all’acqua di scorrere in superficie, ma con alcune eccezioni si formano dei piccoli corsi d’acqua vivibili durante tutto il tempo dell’anno: è il caso delle cascate formate dal torrente Pach. Il nome del torrente deriva il proprio nome dal cimbro “Bach”, che significa appunto ruscello, torrente. Il percorso – un’escursione dal carattere storico naturalistico – si spinge sino alle Cenge che separano l’abitato dalla Val d’Assa. Qui si trovano le cascate tra salti di roccia e una vegetazione molto particolare. Il percorso è di media difficoltà, con un dislivello di circa 300 metri percorribile comodamente in un paio d’ore e consigliato nel periodo della tarda primavera, estate o inizio autunno. Si inizia partendo dal centro del paese, a fianco del monumento all’alpino dove si trova un chiaro cartello indicatore. Si scende la stradina fino a un campo sportivo, si svolta a sinistra e subito dopo a destra. Qui si trova il cartello informativo sul più ampio e ben più impegnativo Sentiero delle Cenge, di cui la discesa alla cascata del Pach costituisce un tratto di raccordo. Si scende lungo la stradina fino al termine dei campetti nei pressi di un boschetto, dove sulla destra si vede un vecchio cartello che indica la discesa per il ripido sentierino. Il sentiero è una breve discesa, facile ma piuttosto scoscesa: per questo motivo sono consigliate calzature da escursionismo, un minimo di allenamento e un’attenzione per alcuni passaggi, tenendo sempre presente che con l’umidità alcuni tratti possono essere molto scivolosi. Si passa anche per un tratto molto caratteristico, denominato “Stighele”, che nella “lingua” cimbra significa scaletta. È un percorso molto suggestivo e particolarmente apprezzato dagli amanti della montagna pura e selvaggia, ma non propriamente turistico. Per questo motivo i bambini – e le persone con scarsa esperienza escursionistica – vanno sempre accompagnati. La parte più faticosa è la ripida salita del ritorno. Dopo passaggi pittoreschi come la Stighele, si giunge a salti di roccia alti diversi metri, dove la magia dell’acqua viene enfatizzata dalla vegetazione lussureggiante, rendendo questa meta una passeggiata indimenticabile. Il ritorno avviene camminando tra gli ampi terrazzi coltivati a patate, ammirando le località di Tresché Conca e di Tonezza, che sembrano così vicini da poterli toccare ma separati in realtà da profonde valli. Una possibile estensione del percorso, per chi ha buone gambe e tempo, è il Sentiero delle Cenge, che consente di visitare i luoghi a strapiombo sulla Val d’Assa. (A. S.)